Sfruttare le auto elettriche come «batterie su ruote» per stoccare e reimmettere energia in rete ridurrebbe il fabbisogno di accumuli fissi in Italia fino a 72 GW, con un risparmio sugli investimenti fino a 36 miliardi di euro. Viceversa, frenare la transizione verso l’elettrico del comparto auto costerebbe al nostro Paese 4,7 miliardi di euro in più all’anno in spese per combustibili fossili (e all’Europa 28 miliardi di euro in più all’anno). Entrambi i dati sono inseriti all’interno di un nuovo studio commissionato da Transport & Environment (T&E) e condotto dall’istituto di ricerca tedesco Fraunhofer ISI. Il titolo del report appena pubblicato è “Weakening CO₂ standards undermines the Vehicle-to-Grid potential of EVs” (ovvero “L’indebolimento delle norme sulle emissioni di CO₂ compromette il potenziale ‘Vehicle-to-Grid’ dei veicoli elettrici”) e alla luce di quanto appurato dagli esperti, quella che è la principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti chiede ai vertici dell’Ue una cosa molto chiara: bisogna mantenere gli attuali obiettivi di emissione e introdurre l’obbligo di ricarica bidirezionale per tutti i nuovi veicoli elettrici entro il 2032, evitando così di rallentare la decarbonizzazione e l’indipendenza energetica del Vecchio continente.
Auto elettriche e ricarica bidirezionale: l’Italia può risparmiare fino a 36 miliardi di euro in sistemi di accumulo
Sfruttare le auto elettriche come «batterie su ruote» per stoccare e reimmettere energia in rete ridurrebbe il fabbisogno di accumuli fissi in Italia fino a 72 GW, con un risparmio sugli investimenti fino a 36 miliardi di euro. Viceversa, frenare la trans









