I dati InpsA marzo 2026 i figli raggiunti dall’aiuto sono diminuitidi quasi 350mila rispetto alla piena adesione raggiunta due anni primadi Michela Finizio, Valentina Melis e Pietro Spotorno8 giugno 2026Gli aiuti per chi ha figli non fermano l’inverno demografico. Nonostante il Governo abbia potenziato la misura anche nel 2026 attraverso la riforma dell’Isee, dopo averla già aumentata del 50% dal 2023 ad esempio per il primo anno di vita dei neonati, a quanto pare l’assegno unico non riesce a invertire la rotta della denatalità: la platea raggiunta dall’aiuto per i figli a carico tra zero e 21 anni (e senza limiti di età, se disabili) si assottiglia, e sono di più i ragazzi che crescono e perdono i requisiti, rispetto ai nuovi nati. Il numero di figli beneficiari dell’assegno unico è sceso del 3,6% negli ultimi due anni, in base ai dati dell’Osservatorio Inps sulla prestazione universale, aggiornati al mese di marzo.ASSEGNO UNICO UNIVERSALELoading...Entrato in vigore a marzo 2022 sotto il Governo Draghi, come riordino in un unico strumento dei diversi contributi e delle detrazioni precedenti, l’assegno unico universale è attribuito progressivamente (in base all’Isee del nucleo familiare) a tutti i nuclei con figli «al fine di favorire la natalità, di sostenere la genitorialità e di promuovere l’occupazione, in particolare femminile». Con queste parole la legge delega 46/2021 che ha “disegnato” la misura esplicitava l’obiettivo di contrasto al declino demografico, oggi messo in discussione dai dati sul trend dei beneficiari.La plateaI primi due anni sono stati di assestamento: l’assegno unico ha progressivamente raggiunto la maggior parte delle famiglie interessate. Dopo aver fatto domanda per ciascun figlio sul portale Inps (il rinnovo è automatico ogni anno finché si possiedono i requisiti), basta aggiornare l’Isee familiare per definire l’importo spettante: l’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo va ottenuto entro marzo, altrimenti si ha diritto solo alla quota minima dell’assegno, con possibilità di recupero degli arretrati se viene elaborato entro fine giugno.Così pian piano i figli beneficiari dell’assegno unico sono passati da 8,4 milioni nel 2022 al picco di 9,7 milioni a marzo 2024, a fronte di una platea potenziale di 9,5 milioni di minori e 1,75 milioni di ragazzi tra 18 e 21 anni. Da quel momento in poi, però, il numero di figli raggiunti dal contributo ha iniziato a diminuire: a marzo 2026 erano 348.753 in meno rispetto allo stesso mese del 2024; anche mettendo a confronto il numero medio di assegni erogati nel primo trimestre 2026 rispetto a quelli del primo trimestre 2024, all’appello mancano 254mila beneficiari (-2,6%). In pratica, l’evoluzione della platea dell’assegno sembra ricalcare il declino demografico senza riuscire ad alterarlo: il trend riflette quello della popolazione under 21, scesa di 285mila unità tra il 2024 e il 2026 (-2,5%), ancora più marcato tra i minorenni (-3,5%).Potrebbe aver contribuito al calo dei beneficiari la leggera ripresa dell’occupazione giovanile, con la conseguente riduzione del numero di Neet maggiorenni che restano a carico dei genitori: secondo l’osservatorio Dedalo (laboratorio permanente sul fenomeno di Fondazione Gi Group) nel terzo trimestre del 2025 il tasso giovani inattivi tra i 20 e i 24 anni è sceso dal 18,4% al 13,8 per cento.
Assegno unico: diminuiscono i beneficiari ma cresce l’importo medio. I dati Inps
A marzo 2026 i figli raggiunti dall’aiuto sono diminuitidi quasi 350mila rispetto alla piena adesione raggiunta due anni prima










