L'Inps ha pubblicato le istruzioni operative per la gestione dell’Assegno unico e universale per i figli a carico. Con la circolare numero 7 del 30 gennaio 2026, sono definiti i criteri di rivalutazione annuale delle soglie economiche e introduce i nuovi parametri per la dichiarazione dell'Isee, utili al calcolo delle somme spettanti per il nuovo anno. Rinnovo automatico e validità della domanda La natura della misura resta strutturale e le famiglie che hanno già una domanda in stato di accoglimento non devono presentare alcuna richiesta di rinnovo annuale, poiché l'erogazione prosegue d'ufficio. La continuità del beneficio pluriennale tutela i nuclei familiari da adempimenti burocratici, a patto che l'istanza iniziale non sia decaduta, revocata, rinunciata o respinta.

Nuovo Isee: quali sono le regole Il contesto normativo si arricchisce della novità introdotta dalla legge di Bilancio 2026, ovvero la legge numero 199 del 30 dicembre 2025. La manovra finanziaria segna il debutto del nuovo Isee per prestazioni familiari e per l'inclusione. Questo indicatore diventa lo strumento cardine per il calcolo dell’Assegno unico a partire dal mese di marzo 2026, mentre le prime due mensilità dell'anno restano agganciate ai parametri dell'attestazione precedente.Aumenti e rivalutazione Sul fronte economico, l'Inps ha applicato una rivalutazione positiva dell'1,4 per cento sia per gli importi base sia per le maggiorazioni. Questo adeguamento recepisce la variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo registrata nel corso dell'anno precedente. I nuovi importi ordinari entrano in vigore con la mensilità di febbraio 2026, mentre gli adeguamenti riferiti al mese di gennaio vengono corrisposti a partire da marzo.La scadenza del 30 giugno Il rinnovo dell'attestazione economica resta un passaggio cruciale per evitare penalizzazioni. In assenza di un indicatore valido, l'Inps eroga l'Assegno parametrato sui valori minimi di legge a partire dal mese di marzo. Per recuperare le somme spettanti e ottenere gli arretrati da inizio anno, i cittadini devono presentare la nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica entro la scadenza del 30 giugno 2026.Nuovi requisiti per i lavoratori europei L'impianto della misura si adegua ai principi del diritto comunitario tramite la legge numero 50 del 2026. La nuova norma estende il diritto all'Assegno unico anche ai lavoratori dell'Unione Europea non residenti in Italia, sia subordinati che autonomi, iscritti a una gestione previdenziale italiana e con contribuzione obbligatoria effettiva. La medesima estensione si applica ai lavoratori con figli residenti in un altro Stato membro, purché risultino fiscalmente a carico secondo i criteri della legislazione italiana.