Il sistema di emergenza-urgenza 118 in Calabria scivola verso una paralisi strutturale, stretto tra scelte amministrative unilaterali, contenziosi legali e una cronica carenza di personale. A sollevare il caso è Carlo Guccione, esponente della Direzione Nazionale del Partito Democratico, che mette sotto i riflettori in primo luogo la gestione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. L’ente di via Alimena aveva sottoscritto una precisa convenzione con le associazioni del Terzo Settore accreditate con il Servizio Sanitario Regionale per la gestione delle postazioni di soccorso. Tuttavia, con la deliberazione numero 609 del 13 maggio 2026, l’Asp avrebbe modificato unilateralmente le condizioni concordate. Un passaggio che, secondo la denuncia, prefigura un possibile inadempimento contrattuale e rischia di compromettere la validità stessa degli accordi, scaricando una grave responsabilità legale in capo ai vertici dell’azienda cosentina.
Il quadro locale si inserisce in un contesto regionale già fortemente compromesso. Il complesso processo di regionalizzazione del servizio appare infatti bloccato da un profondo caos amministrativo e da una serie di ricorsi pendenti davanti ai tribunali amministrativi. Nel frattempo, i turni del 118 continuano a essere coperti da organici gravemente sottodimensionati, con ripercussioni immediate e inevitabili sulla tempestività e sulla qualità dei soccorsi garantiti ai cittadini.







