Esposti quotidianamente a un flusso incessante di notizie drammatiche, empatici verso chi vive in situazioni di conflitto, ma sempre più affaticati dalla sovraesposizione, gli italiani sviluppano forme di autodifesa emotiva.

È questa la fotografia che emerge dalla nuova survey condotta da AstraRicerche per UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, realizzata nell'ambito della campagna "Torniamo a sentire", che punta a raccogliere con urgenza fondi per salvare vite in Sudan, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Ciad, Etiopia, Uganda, Kenya e Bangladesh.

Realizzato online su un campione rappresentativo di oltre 1.000 persone, lo studio rivela che l'esposizione degli italiani alle crisi è altissima: il 73% degli italiani entra in contatto ogni giorno con notizie su guerre o emergenze umanitarie.

L’empatia. L'empatia resta forte: emozioni come rabbia, senso di ingiustizia, tristezza e dolore sono le più frequenti di fronte alle immagini delle crisi umanitarie. E per oltre il 65% degli italiani, queste sensazioni non si esauriscono nel momento, ma lasciano un segno duraturo nel tempo. Ma accanto all'empatia emerge anche una crescente stanchezza: quasi un italiano su due (47,5%) manifesta forme di distacco, spesso legate a impotenza e frustrazione.