Un mosaico di operatori, distributori, reti, tecnologie. E ancora normative di ogni tipo e un mercato dell'energia estremamente complesso e dinamico che spesso opera su scadenze di pochi minuti. Il settore energetico è un rebus che gli addetti ai lavori fanno sempre più fatica a sbrogliare e, in un periodo di policrisi che sta mettendo a dura prova la capacità di fare fronte alle richieste di approvvigionamento energetico, riuscire a “leggere” il quadro in cui ci si muove diventa un nodo cruciale.Da qui l'idea e l’obiettivo di Energeea, il progetto avviato da fabbricadigitale per mettere l’intelligenza artificiale al servizio dei professionisti del settore energetico. Una piattaforma composta da oltre 150 agenti AI specializzati che punta a ridurre i tempi per l’analisi e la gestione di tutte le attività legate alla produzione e distribuzione di energia.Una “superintelligenza verticale”Energeea viene presentata come una superintelligenza al servizio dei professionisti in ambito energetico. Non stiamo parlando della famigerata intelligenza artificiale generale che agita i sonni di chi è preoccupato di un’apocalisse legata allo sviluppo di modelli di AI in grado di eguagliare (o superare) le capacità umane e nemmeno di un’iperbole con semplici scopi di marketing.“Il concetto di superintelligenza, nel nostro caso, identifica semplicemente una piattaforma che è in grado di superare le capacità umane in un settore specifico” spiega l'amministratore delegato di fabbricadigitale Francesco Meneghetti. “Da un punto di vista tecnico la si può definire un domain specific language model, con caratteristiche diverse rispetto ai large language model ‘generalisti’ a cui siamo abituati”.La superintelligenza a cui mirano gli sviluppatori, in pratica, è estremamente specifica e “verticale”. Qualcosa che deve garantire la massima efficacia ed essere assolutamente affidabile.Per questo motivo, gli sviluppatori di Energeea stanno lavorando per selezionare i dataset su cui si basa la piattaforma puntando su contenuti verificati e di elevata qualità. “Il nostro obiettivo è creare un processo di qualificazione della conoscenza ed eliminare tutto ciò che può introdurre rumore, cosa che gli LLM non riescono a fare. Gli LLM costruiscono la loro conoscenza mettendo insieme fonti le più disparate, noi dobbiamo selezionarle con cura” sottolinea Meneghetti.Il nodo delle legislazioniUno degli aspetti più spinosi per chi lavora nel settore energetico è quello regolatorio. Oltre a essere estremamente complessa, infatti, la normativa in questo ambito è in continua evoluzione. “In Italia bisogna fare i conti con 30 diverse autorità regolatorie nazionali ed europee, oltre a eventuali disposizioni di comuni e regioni, sentenze dei Tar e del Consiglio di Stato” spiega Meneghetti. “La sola Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ndr) nel 2025 ha emesso 525 circolari regolatorie. Per gli addetti ai lavori, avere un quadro completo è un’impresa titanica”.La creazione della base di conoscenza di Energeea in ambito normativo è ancora un work in progress che, secondo il l'ad di fabbricadigitale, procede a un ritmo sostenuto. A oggi, sarebbero stati validati e integrati il 70% dei contenuti. La sfida ulteriore, una volta completata l’opera, sarà quella di gestirne l’aggiornamento in tempo reale. A consentirlo è l’uso di agenti AI, che permettono di automatizzare le operazioni affidandosi però all’intervento umano per la selezione delle fonti.Il quadro completoSe l’aspetto normativo è tra quelli più rilevanti in un settore altamente regolato come quello energetico, l’intelligenza artificiale consente di semplificare anche aspetti più squisitamente tecnici. La fornitura di energia elettrica è infatti caratterizzata da processi complessi e numerose variabili. Capita, per esempio, che sul territorio italiano ci siano contemporaneamente aree in cui c’è una scarsità di offerta e altre in cui si rischia un sovraccarico della rete per l’eccesso di produzione.“Sono situazioni all’ordine del giorno – spiega Meneghetti – che comportano problemi tecnici e hanno anche ripercussioni a livello di mercato. In alcuni momenti, la sovrapproduzione porta gli operatori a vendere con un prezzo negativo, pagano cioè affinché qualcuno consumi l’energia in eccesso”.Una questione che ora si è fatta più urgente grazie alla crescita delle fonti rinnovabili, che sono difficilmente modulabili. La piattaforma Energeea sfrutta l’AI per simulare gli scenari di consumi in una determinata area, verificare la fattibilità dei progetti e capire gli impatti di ogni scelta tenendo conto anche dei nuovi impianti che entrano in funzione. I dati, in questo caso, vengono forniti dagli stessi distributori o simulati attraverso l’uso dell’AI, basandosi sullo storico e sulle previsioni.L’ultimo fattore che Francesco Meneghetti inserisce nell’equazione è quello del mercato. “Nel settore energetico esistono 84 diversi modelli di business, che in alcuni casi possono anche essere combinati tra loro. Capire come muoversi non è sempre facile, anche perché la compravendita di energia avviene con cicli di 15 minuti” spiega.“Muovendosi sui tre assi degli aspetti normativi, tecnologici e finanziari, saremo in grado di consentire la stesura di business plan efficaci e pianificare in maniera più razionale l’intera rete di produzione e distribuzione” conclude.
Il mercato dell’energia è sempre più complicato. C’è chi prova a usare l’AI per decifrarlo
Tra regole in continua evoluzione, reti sotto pressione e scambi sempre più rapidi, alcune aziende stanno sperimentando sistemi di AI verticale per rendere il settore energetico più gestibile








