Sabato 6 giugno, a Pozzallo, si è svolta una marcia per la pace promossa dal Comitato Ibleo per la Pace e il Disarmo. Centinaia di persone, insieme alle rappresentanze di 31 associazioni del territorio, hanno sfilato con cartelli e cori, guidate da un lungo sudario realizzato dagli studenti dell’Istituto “La Pira” di Pozzallo, su cui erano impressi i nomi di oltre 18.000 bambine e bambini uccisi a Gaza: un gesto di memoria collettiva, un grido del Sud contro l’indifferenza.
L’iniziativa ha inteso ribadire in modo netto l’opposizione alla guerra, al riarmo e alla sistematica violazione del diritto internazionale — anche da parte di governi che si definiscono “democratici”.
Secondo gli organizzatori, il governo guidato da Benjamin Netanyahu starebbe portando avanti un genocidio ai danni del popolo palestinese, nell’impunità e con la connivenza di potenze occidentali che scelgono il silenzio di fronte a tali crimini.
Manifesto per la pace: apertura con la lettura del documento del Comitato, che mette al centro una pace praticabile, fondata su giustizia e autodeterminazione dei popoli.
Disarmo e spesa militare: intervento contro l’aumento degli stanziamenti per le armi, cresciuti in Italia — secondo i promotori — dai 33 miliardi del 2024 all’“astronomica” cifra di 45 miliardi nel 2025. È stato sottolineato che la sicurezza non si misura in missili, droni o blindati, ma in coesione sociale, tutela ambientale, sanità e istruzione; uno Stato che privilegia gli armamenti a scapito di scuole, ricerca e ospedali sarebbe, si è detto, intrinsecamente insicuro e violento.






