Stesi per terra «come i morti di Gaza». Impegnati in «un minuto di rumore, non di silenzio, perché si fa silenzio quando i bimbi dormono, non quando muoiono». Secondo gli organizzatori — 480 sigle tra sindacati (Cgil in testa) e associazioni — in centomila hanno sfilato per le vie di Roma, da Porta San Paolo al Circo Massimo, per dire «No alla guerra, no al riarmo, no al genocidio e all’autoritarismo», dichiararsi «al fianco dei popoli contro Netanyahu e Trump» e invocare la libertà per la Palestina. Per la questura, i partecipanti erano circa 10 mila. Tra i manifestanti anche una pattuglia di leader politici: Giuseppe Conte del M5S, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli di Avs, e un gruppo di «dissidenti» del Pd (Cecilia Strada, Sandro Ruotolo, Arturo Scotto, Marco Tarquinio, Paolo Ciani) che non ha aderito alla manifestazione. La segretaria dem, Elly Schlein, ha firmato però la mozione unitaria presentata da Pd, M5S e Avs per invocare lo «stop alla cooperazione militare con Israele». Nel testo — per «non lasciare che l’Italia venga macchiata dalla pavidità di Meloni e i suoi epigoni» — si chiede la «revoca del memorandum d’intesa con il governo israeliano nel settore militare e della difesa e la sospensione di qualsiasi forma di cooperazione militare con Israele»
«No al riarmo»: in piazza a Roma sfilano M5S, Avs e pezzi del Pd
Ma i tre partiti si uniscono in Parlamento: annunciata una mozione per chiedere lo stop alla cooperazione militare con Israele












