Caricamento player
Fino a domenica pomeriggio, il tedesco Alexander Zverev veniva da molti definito «il tennista più forte di sempre a non aver mai vinto uno Slam». I tornei del Grande Slam sono i più prestigiosi nel tennis e, soprattutto nel maschile dato che si giocano 3 set su 5, sono considerati un po’ la misura della bravura di un tennista. Sono i più seguiti, e i più citati per dare la dimensione del livello di un giocatore. Zverev, pur essendo uno dei migliori della sua generazione, aveva perso 3 finali Slam su 3, e a 29 anni era ritenuto in sostanza un tennista perdente.
Al quarto tentativo ce l’ha infine fatta; ha battuto Flavio Cobolli in cinque set e ha vinto il Roland Garros, sfruttando l’occasione lasciata dalla contemporanea assenza di Carlos Alcaraz (fuori per infortunio) e Jannik Sinner, uscito a sorpresa al secondo turno. Sinner e Alcaraz si erano divisi gli ultimi dieci Slam, battendo una volta a testa Zverev in finale.
Zverev aveva vinto tanti altri tornei prestigiosi: 7 Masters 1000, il primo nel 2017, a 20 anni appena compiuti (gli Internazionali d’Italia); un oro olimpico, a Tokyo nel 2021; due ATP Finals, la prima delle quali nel 2018, battendo Roger Federer in semifinale e Novak Djokovic in finale. Il Roland Garros è stato il suo 25esimo titolo. Ha battuto sei volte Alcaraz, cinque Djokovic, quattro Federer, Nadal e Sinner. Dal 2017 in poi ha sempre chiuso l’anno nelle prime 10 posizioni del ranking mondiale. Il suo servizio e il suo rovescio sono considerati tra i più efficaci, potenti e stilisticamente appaganti del circuito.













