Tra tutte le specie animali, la nostra è quella che mostra una forte preferenza per l’uso di una parte degli arti superiori rispetto all’altra. Circa il 90 per cento delle persone usa prevalentemente la mano destra e poco meno del 10 per cento la sinistra, con una quota marginale di persone che hanno la stessa abilità con entrambe le mani. È una caratteristica tipicamente umana, ma non sappiamo ancora di preciso che cosa ci abbia portato ad avere una predilezione così forte per una mano o per l’altra.
Una ricerca da poco pubblicata sulla rivista scientifica PLOS Biology ha provato a dare una risposta, o per lo meno a cercare gli indizi più convincenti per spiegare la preferenza manuale. Per farlo, il gruppo di ricerca ha analizzato una lunga serie di studi pubblicati negli anni su oltre 40 specie di primati, compresi quelli dedicati ai nostri più stretti antenati dal punto di vista evolutivo. Per ciascuna specie, il gruppo ha considerato la capacità di usare strumenti, le caratteristiche dell’ambiente, le abitudini e le strutture sociali, la dieta e le dimensioni del cervello.
I dati sono stati poi combinati e analizzati con metodi statistici. È emerso che le dimensioni del cervello e il passaggio alla posizione eretta sono i principali sospettati dello sviluppo della marcata preferenza manuale degli umani.










