L’arrivo dell’estate in Italia non è segnato soltanto dall’innalzamento delle temperature o dall’apertura della stagione balneare, ma anche da un appuntamento contabile che divide profondamente la platea dei lavoratori italiani. Si tratta della quattordicesima mensilità, una gratifica che per molti rappresenta l’unica boccata d’ossigeno per far fronte alle spese delle vacanze o, più pragmaticamente, per saldare i debiti accumulati durante l’inverno. Eppure, contrariamente a quanto si possa pensare, questo “tesoretto” non è un diritto universale sancito dalla Costituzione o dalle leggi dello Stato per tutti i cittadini che prestano la propria opera.
Per comprendere il funzionamento della quattordicesima è infatti necessario sottolineare che questa mensilità funziona in modo differente dalla tredicesima: se quest’ultima ha una natura obbligatoria per legge ed è onnicomprensiva – in virtù del DPR 1070/1960 che ha esteso a tutti l’obbligo nato dagli accordi interconfederali per proteggere i consumi natalizi – la quattordicesima vive esclusivamente nei perimetri stabiliti dalla contrattazione collettiva o da schemi previdenziali per redditi bassi. Lo Stato garantisce a ogni dipendente un extra per il Natale, ma lascia alla forza dei sindacati e alla specificità dei singoli settori la possibilità di ottenere un secondo assegno estivo.











