Tatiana, nata in Bierlorussia, cerca la famiglia italiana che da bambina la ospitò nel 1992 durante un programma post-Chernobyl. L’appello sui social: “Non so il nome della famiglia né la città esatta, ma conservo un ricordo molto affettuoso di quel periodo”.

La foto di Tatiana da bambina.

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"Mi chiamo Tatiana e sto cercando di ritrovare la famiglia italiana che mi ha ospitata durante il mio soggiorno in Italia nell’estate del 1992, nell’ambito dei programmi di accoglienza post‑Chernobyl". Inizia così l'appello lanciato sui social da Tatiana Ipatova, una giovane donna che spera di riuscire a rintracciare la famiglia italiana che la ospitò nel 1992. Come scrive nel suo appello, da bambina ha partecipato a un programma post-Chernobyl, iniziative nate all'indomani del grave incidente nucleare del 1986.

Prevedevano l'ospitalità temporanea in Italia e in altri Paesi di minori provenienti dalle aree contaminate di Bielorussia e Ucraina, finalizzata alla disintossicazione, al supporto psicologico e a visite di controllo medico. Fanpage.it ha contattato Tatiana sui social. Oggi ha 41 anni, vive in Austria, e lavora come psicoterapeuta. Nel 1992 aveva 7 anni e, nonostante ne siano passati più di 30, ancora ricorda l'esperienza trascorsa nel nostro Paese.