La settecentesca Villa Bonasi Benucci a Stuffione di Ravarino torna ad ospitare La Lucciola. A 14 anni dal terremoto questo centro diurno semiresidenziale che accoglie una quarantina di bambini e ragazzi tra gli 11 ei 18 anni colpiti da disabilità psichica e fisica ha festeggiato il rientro nei suoi splendidi spazi ricostruiti e restaurati. "È una giornata meravigliosa – ha detto la sindaca di Ravarino Maurizia Rebecchi – perché questo luogo di cura e di accudimento torna finalmente a casa. Qui gli operatori fanno un lavoro di supporto di grandissima importanza e anche di qualità di cura". E’ stato un lavoro complesso perché i fondi pubblici della Struttura Commissariale Regionale (un milione di euro) non sono bastati. "Negli ultimi tre anni – racconta il presidente Giovanni Ziosi – per completare i lavori siamo dovuti ricorre al fundraising, raccogliendo molte donazioni. Siamo così arrivati al traguardo, potendo investire oltre alla parte pubblica anche le donazioni per oltre 350mila euro".
Il centro insiste su un lascito della contessa Bonasi Benucci alla Curia di Modena che ha favorito alla fine degli anni Novanta l’insediamento qui del Centro. "Direi – ha detto il vescovo Erio Castellucci – che è un giorno bello per tutti, perché rinasce una realtà che umanamente non è mai morta". E il Centro nonostante il terremoto, pur nelle difficoltà e nella precarietà degli spazi, non ha mai chiuso un giorno.














