VEDELAGO (TREVISO) - «Sono arrivato a una rotonda, mi sono girato e Renato non era più dietro di me». È quanto ha raccontato Alessandro, amico fraterno e testimone di nozze di Renato Perin, ai residenti di via Edificio a Caselle. Quando ha realizzato di essere rimasto solo, si è affrettato a tornare, ma ha trovato il compare a terra, senza vita. Il sessantenne era in pensione da due anni: nella sua vita aveva fatto l’autista per la società Mom, poi aveva aperto una tabaccheria in centro a Vedelago con la moglie Paola. Negli ultimi anni era tornato a lavorare nella società di trasporti trevigiana. Aveva comprato di recente quella motocicletta d’epoca, dalla cilindrata modesta. Da giovane, tra i tracciati sterrati, aveva “domato” mezzi ben più potenti.
Le testimonianze «Era un grande esperto di moto e di motori, ma era anche estremamente prudente. Non si concedeva molte uscite», continuano i familiari. E su questo concetto tornano più volte anche gli amici di Perin: «Mi sono comprato la moto anche grazie a lui, perché insisteva che fosse una bellissima passione — spiega l’amico Paolo —. Era un motociclista vero: non usciva mai senza casco, guanti e protezioni, nemmeno per fare un chilometro. Era attentissimo a queste cose. Sono sicuro che andasse piano: quella moto l’aveva presa anche per il figlio, che si stava appassionando come lui. Era una persona conosciuta, sempre in mezzo ai motori: basta guardare le sue fotografie, tutte con le moto. Per questo è difficile capire cosa sia successo: quando uno va forte lo capisci subito, ma qui non sembrava così. Potrebbe essere stato un animale, un ostacolo improvviso o anche un malore. Su di lui posso dire solo questo: era una persona solare, simpatica, uno con cui era impossibile non andare d’accordo». I familiari «Era una brava persona, sempre pronta ad aiutare tutti, e con la mamma di 88 anni era “una cosa grande”. Sapevo di poter contare su di lui», spiega la sorella Michela. «Era un grande esperto di moto e motori, prudente. E proprio per stare vicino alla mamma non si concedeva molte uscite». Marco Perin, ex assessore nonché cugino, spiega: «Non ci spieghiamo come possa essere successo qualcosa di simile. Aveva corso nel motocross, era prudente e non beveva alcol. Era una persona simpaticissima e di compagnia».







