IRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciPuegnago (Brescia), 8 giugno 2026 – Nessun raptus, come aveva sostenuto l’imputato in aula, quanto piuttosto un “omicidio commesso con algido cinismo”, in cui “il movente economico ha trovato fertile humus in un sotterraneo e per certi versi inaspettato risentimento risalente nel tempo, nonché in sotterranee dinamiche familiari che il processo non è riuscito a sviscerare in pieno”.

Lo ha scritto la Corte d’Assise - presidente Roberto Spanò - motivando la condanna all’ergastolo inflitta il 3 marzo a Mauro Pedrotti, l’operaio di 59 anni che il 7 febbraio 2024 strangolò la madre, Santina Delai, 78 anni, nel suo appartamento di Puegnago del Garda, confinante con il proprio. Pedrotti inizialmente simulò una rapina degenerata, ma si tradì affrettandosi addirittura a chiamare le pompe funebri prima delle forze dell’ordine. Crollò infine in caserma, ammettendo l’omicidio.

La difesa di Pedrotti

L’uomo a processo aveva sostenuto di aver perso la testa in occasione di un litigio: la madre, che osteggiava il suo progetto di comprare casa a Gavardo, per avvicinarsi alla figlia, vendendo la propria, gli avrebbe chiesto di lasciare la moglie per stare accanto a lei.