C'è un filo sottile ma tenace che attraversa la storia delle periferie italiane: quello delle promesse disattese. Promesse di investimenti, di lavoro, di riscatto. Caivano, comune dell'hinterland napoletano finito ciclicamente nelle cronache, conosce bene quel filo. Eppure, già da un paio di anni, qualcosa qui sta davvero cambiando. Dopo l’arrivo delle Università Vanvitelli e Parthenope che a Caivano hanno avviato corsi di laurea, ora tocca alla Federico II che si esprime con la forma più concreta che una trasformazione possa assumere: quello della formazione dei giovani. È in questo solco che si inscrive la Caivano Next Food & Green Academy, il progetto formativo integralmente gratuito (vale la pena sottolinearlo) lanciato dall'Università degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con il Comune di Caivano e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ricerca, assegnati 1,5 miliardi di euro: «Enti motore per lo sviluppo del Paese»Un'iniziativa che nasce nell'alveo dell'Urban Regeneration Factory, programma di rigenerazione urbana e sociale con ambizioni dichiaratamente nazionali, formalmente avviato con un accordo istituzionale siglato nel luglio del 2024. Il bando Il bando di selezione è aperto fino al 6 luglio. I posti disponibili sono quaranta in tutto: venti per la Food Academy, dedicata al mondo agroalimentare e della ristorazione, e venti per la Green Academy, orientata alla sostenibilità ambientale e all'economia circolare. L'accesso è riservato ai cittadini italiani tra i 18 e i 29 anni, diplomati o anche soltanto in possesso della licenza media. Una scelta che dice molto sulla filosofia del progetto: la soglia di ingresso è volutamente bassa, perché l'obiettivo non è selezionare i già formati, bensì formare chi non ha ancora avuto l'occasione di esserlo.Sono ammessi disoccupati, NEET (Not in Education, Employment or Training), ma anche studenti e lavoratori in cerca di una svolta o di un percorso complementare. La preferenza territoriale va, comprensibilmente, ai residenti di Caivano e dei comuni limitrofi (Cardito, Crispano, Afragola, Orta di Atella, Acerra, Marcianise). Ma il bando non chiude le porte a chi viene da più lontano. Il sistema a punteggio — trasparente, articolato su quattro criteri con un massimo di cento punti — bilancia territorialità (fino a venti punti), condizione occupazionale (fino a quindici), esperienze pregresse (fino a trenta) e motivazione (fino a trentacinque). È quest'ultimo il criterio che pesa di più, quasi un invito a presentarsi non con un curriculum didascalico, ma con la propria storia: un video di un minuto, o in alternativa una lettera, in cui spiegare perché si è lì, cosa si cerca, cosa si è disposti a dare. I percorsi I due itinerari formativi hanno caratteri distinti, ma condividono la stessa architettura didattica: 200 ore totali, suddivise equamente tra 100 di formazione e 100 di tirocinio. Il programma ha inizio a settembre e si dispiega nell'arco di tre mesi.L’obiettivo della Food Academy è formare figure professionali capaci di entrare a pieno titolo in una brigata di cucina: dalla gestione delle materie prime alle tecniche di pasticceria tradizionale, dalla cucina molecolare alla sicurezza alimentare secondo i protocolli GHP, GMP e HACCP. Non mancano approfondimenti sulla storia delle pietanze e sulla filiera di produzione locale, in un percorso che vuole coniugare la competenza tecnica con la consapevolezza culturale del cibo come patrimonio collettivo. La Green Academy, invece, è incentrata sulla transizione ecologica, con un'attenzione specifica all'innovazione tecnologica e alle competenze digitali applicate al settore ambientale. Gli studenti si misureranno con l'agricoltura urbana (orti, agro-biodiversità, colture fuori suolo e verticali), con i principi dell'economia circolare, con la gestione sostenibile del verde e con i cosiddetti servizi ecosistemici che il verde urbano offre alle comunità. Mozzarella regina di Francia, crescono export e richiesteAl termine del percorso in aula, i partecipanti si immergeranno per quattro settimane consecutive — tra dicembre 2026 e febbraio 2027 — in un tirocinio extracurriculare in aziende partner. Sei ore al giorno, in presenza, nelle realtà del settore ristorazione, agroalimentare e catering per chi ha scelto la Food Academy; energie rinnovabili, verde urbano ed economia circolare per gli allievi della Green. E alla fine del percorso, le aziende ospitanti saranno libere di valutare opportunità di collaborazione stabile. Nessuna garanzia scritta, naturalmente, ma un canale preferenziale, concreto, già aperto. Per il rettore Matteo Lorito si è di fronte a percorsi capaci di «connettere aspirazioni e talenti dei giovani con opportunità concrete di occupazione in settori che soffrono carenze di personale adeguatamente formato». Il commissario di Governo Fabio Ciciliano ha invece sottolineato la vocazione di lungo periodo del progetto: non cambiare il presente, ma «progettare azioni sostenibili nel tempo».