Non volevano lasciare l’ospedale di Pozzuoli, dopo aver ricevuto la peggiore notizia, quella che apre un vuoto incolmabile nella vita di genitori, parenti e amici: la perdita di una figlia, di una sorella, di un’amica. Pozzuoli, ospedale Santa Maria delle Grazie, non ce l’ha fatta la giovanissima Ludovica Limongello. Aveva quindici anni. È stata investita mentre era in sella a uno scooter e percorreva una strada che l’avrebbe condotta a casa. Andava piano alla guida dello scooter 50, mentre viaggiava in via Salvatore di Giacomo a Melito, a pochi minuti dalla sua abitazione di Secondigliano. In una curva, l’incidente. Un frontale. Dall’altra parte del senso di marcia, il conducente di una Smart di 37 anni. È accaduto sabato 30 maggio, pochi minuti prima delle sei. Venerdì scorso invece il decesso in ospedale, mentre la famiglia ha deciso di affidare alla magistratura il proprio grido di dolore. Oggi la famiglia chiede giustizia.

Vico Equense, Santuario Monte Fiato: benedetta nuova tela del Gesù MisericordiosoSi è affidata al penalista Pasquale Sparanese, nel corso di una indagine che è giunta a uno snodo cruciale: è infatti indagato per omicidio stradale il conducente della Smart. L’autopsia si svolgerà oggi alle 15.30, a partire dal conferimento di incarico che si terrà nel tribunale di Aversa. La famiglia della ragazza ha nominato il consulente Antonio D’Ettore. Ennesimo dramma al volante, qual è il profilo dell’ennesima vittima? Ludovica studiava, amava la vita, era rispettosa delle regole. La ricostruzione Ma facciamo un passo indietro. La storia di Ludovica è simile ad altri drammi che hanno devastato interi nuclei familiari. In sella allo scooter, un modello 50, c’è una ragazza cresciuta senza grilli per la testa. Ha da poco incontrato un’amica, con cui ha trascorso qualche ora in compagnia. Hanno fatto una passeggiata, nel centro storico di Melito, hanno condiviso gli interessi di sempre - tra amicizie e musica, moda e amori appena sbocciati - quando decidono di salutarsi per fare ritorno alle rispettive abitazioni. Ludovica ha il casco, guida con prudenza, mantiene la velocità bassa e non è mai spericolata. Attraversa una zona che conosce, sa le mancano pochi chilometri per tornare a casa. Imbrocca una curva, l’ultima della sua vita.Davanti a sè ha un’auto che evidentemente non riesce ad interrompere la sua corsa. L’impatto è fatale. L’inizio della tragedia. Immediati i soccorsi, con il trasferimento della ragazza all’ospedale di Pozzuoli, mentre hanno inizio le indagini. Al lavoro il pm Chiara Burattini, sotto accusa finisce V.P. che ora dovrà difendersi dall’accusa di omicidio stradale. Verifiche in corso. Si punta ad accertare la responsabilità del conducente della Smart, in relazione a una serie di punti. Al vaglio degli inquirenti il fattore velocità.Torre Annunziata, ruba il portafogli ad un turista e aggredisce una guardia giurata: arrestatoDifeso dall’avvocato Vincenzo Strazzullo, questo pomeriggio l’indagato avrà modo di nominare un proprio consulente nel corso dell’accertamento irripetibile che ha inizio a partire da questo pomeriggio. Facile immaginare che la storia di Ludovica sia destinata a segnare un intero spaccato cittadino. Sono in tanti in queste ore a stringersi attorno al nucleo familiare di Secondigliano. Tantissimi ragazzi, studenti e amici della quindicenne scomparsa. Spiega l’avvocato che assiste la famiglia: nominiamo un nostro consulente, abbiamo diritto a conoscere i particolari relativi alla morte di una ragazza travolta nel fiore dei suoi anni. Il fenomeno Un episodio che conferma l’esistenza di un problema: quello legato alla mancanza di educazione civica, a giudicare dal numero di sinistri e di incidenti stradali provocati da mancanza di rispetto delle regole. Un trend di incidenti che purtroppo è in crescita, nonostante il tentativo di intervenire piazzando dissuasori e cordoli per impedire ulteriori drammi.