Aveva imparato in fretta a fare i prelievi di sangue. Studiava per diventare infermiera dell’emergenza, mancava un anno alla specializzazione. Lo faceva a scuola e sui libri ma pure dentro l’ambulanza, da un capo all’altro della provincia a salvare vite. Giulia Santoni ha lasciato i suoi 22 anni sull’asfalto dell’autostrada, in un giorno d’agosto sulla stessa ambulanza dove saliva ogni giorno. Con lei sono morti il "babbo" dei volontari della Misericordia di Terranuova Gianni Trappolini e Franco Lovari, il paziente che riportavano all’ospedale della Gruccia dopo una serie di esami al San Donato di Arezzo. Quella mattina, il 4 agosto, l’ambulanza era stata centrata da un tir che trasportava un carico di pietrisco, nell’attimo in cui il camionista era intento a farsi un video mentre era alla guida. Tre morti e quindi feriti, il bilancio di quell’inferno. Caterina Del Conte non si arrende: insieme ai familiari delle altre vittime ha chiesto alla procura di ritirare definitivamente la patente al camionista, dopo il patteggiamento a 5 anni e la sospensione della carta di guida per tre anni. L’accusa: omicidio stradale plurimo aggravato. Una battaglia che non è stata accolta ma Caterina non si ferma. "Noi familiari delle vittime della strage in Autosole confidiamo nel giudice che dovrà decidere su un altro procedimento a carico del camionista: non ha segnalato una patologia che impone la revisione della patente ogni anno. Per questo dovrà affrontare un altro procedimento e noi speriamo che il giudice possa decidere di revocare definitivamente la patente". Intanto la grande famiglia della Misericordia lavora pancia a terra in vista del primo anniversario della tragedia in Autosole: c’è in programma l’inaugurazione di una stele in pietra alta due metri in prossimità della sede della confraternita di Terranuova e l’idea è che si possa notare anche dalle corsie dell’A1. Un modo per fissare nella memoria di tutti quanto accaduto ed evitare che altre stragi spezzino altre vite. Proprio dalla Misericordia era partito, un anno fa, l’appello alle istituzioni e alla Società Autostrade a vietare il sorpasso tra Tir nel tratto aretino dell’autostrada. Provvedimento già in vigore e in fase di sperimentazione. "Porto la memoria di mia figlia ovunque, facendo semplicemente quello che amava fare lei: la volontaria. E ovunque vado, tutti mi parlano di Giulia e della sua passione per questo lavoro", dice Caterina che ha apprezzato il gesto del presidente delle Misericordie d’Italia Domenico Giani: appena riconfermato alla guida della grande Confraternita ha voluto dedicare il nuovo impegno proprio a Giulia e a Gianni: "Il mio pensiero va a tutti i nostri volontari, e in particolare a Gianni e Giulia, che hanno perso la vita nell’adempimento del servizio, testimonianza autentica del senso più profondo del nostro essere confratelli". Parole che toccano il cuore di Caterina: "È stato un gesto profondo e molto bello, mi ha fatto un immenso piacere. Domenico Giani è una persona speciale, è stato lui il 14 febbraio a rendere possibile l’incontro dei familiari di Giulia, Gianni e Franco con il Papa". I ricordi di Giulia sono il suo abito quotidiano: "Sto scoprendo che la conoscevano tutti, perchè lei amava aiutare le persone. E nel ricordo di Giulia e Gianni tante persone si sono avvicinate alla Misericordia per diventare volontari. Tantissimi giovani, tra i quali anche il fidanzato di Giulia. Una cosa bellissima...". Ricorda quando a 14 anni Giulia le comunicò la decisione definitiva: "Voglio indossare la divisa della Misericordia e studiare Infermieristica. È stata lei a portarmi nella Confraternita ed era orgogliosa quando uscivamo insieme in servizio". I volontariato era il suo mondo. Che non la dimentica, insieme al "babbo" in divisa Gianni e a Franco. Che con loro ha condiviso l’ultimo miglio della vita.