Ore di sofferenze per la bimba di Bordighera morta il 9 febbraio scorso. Secondo l’autopsia la morte di Beatrice è stata causata da un trauma cranico.
Manuel Iannuzzi
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Dal trauma cranico all’emorragia interna al collasso cardiorespiratorio che ha portato alla morte di Beatrice, la bimba di due anni di Bordighera deceduta il 9 febbraio scorso, potrebbero essere passati due giorni. Per lunghe quarantotto ore, insomma, le condizioni della piccola sarebbero peggiorate sempre più e in quei due giorni qualcuno avrebbe potuto chiamare i soccorsi, come chiedevano le sorelline della vittima.
È uno dei dettagli “svelati” dagli esami e dall’autopsia sul corpicino della bambina la cui mamma è stata arrestata poco dopo la morte e di recente è finito in carcere anche il compagno della donna. È proprio il corpo della bambina a descrivere quanto accadeva in quella famiglia: si è parlato subito dei lividi e le ecchimosi sul corpo, le “impronte” provocate da calci. Lividi e botte che gli inquirenti datano come riferibili a un arco temporale di 3-4 giorni prima della morte. È morta per un trauma cranico, qualcuno potrebbe averla colpita alla testa e potrebbe averle fatto battere la testa. Beatrice aveva ferite sul volto e sul resto del corpo e, stando a quanto ricostruisce La Stampa, la bambina potrebbe essere morta tra la mezzanotte dell’8 febbraio e le 6.30 del nove. Quando la madre, quindi, ha chiamato i soccorsi, la figlia forse era già morta e probabilmente lo era anche durante l’ultimo viaggio in auto da Perinaldo a Bordighera insieme alle sorelline che provavano a farla reagire.













