Tutto è iniziato con una violazione del codice della strada. Un uomo in sella a un vecchio motorino, senza casco, che percorre una strada di Crespino, nel Rodigino. Un controllo come tanti da parte dei carabinieri della stazione locale. Ma dietro quel ciclomotore impolverato, uno Ciao, e dall’aspetto ormai d’altri tempi si nascondeva una storia lunga quasi mezzo secolo. I militari fermano il conducente, un 68enne residente in paese, e iniziano le verifiche di rito. Emergono subito alcune irregolarità: l’uomo è senza patente e il mezzo è privo di copertura assicurativa. Scattano le sanzioni amministrative, ma i controlli non si fermano lì.
Qualcosa non convince i carabinieri. Approfondendo gli accertamenti, scoprono che la targa montata sul motorino appartiene in realtà a un altro veicolo intestato allo stesso 68enne. A quel punto l’attenzione si sposta sul numero di telaio, una sorta di impronta digitale del mezzo. È lì che emerge la sorpresa. Consultando le banche dati, i militari scoprono che quel ciclomotore risulta rubato nel 1981 in provincia di Ferrara. Quarantacinque anni fa. Un tempo sufficiente perché una vicenda del genere finisca quasi dimenticata, sepolta negli archivi e nei ricordi.










