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Nicolò Fagone La Zita
Leonardo Notarbartolo, autore del furto da 100 milioni di euro al Diamond Center di Anversa, analizza l’assalto alla casa d’aste Sant’Agostino: «Non sono ladri improvvisati, il vero lavoro è stato fatto prima»
Quattro minuti per portare via gioielli, diamanti, smeraldi e orologi di pregio per un valore superiore al milione di euro. Ma, come spesso accade nei grandi colpi contro il patrimonio, il vero lavoro non si è svolto nella notte tra venerdì e sabato. È iniziato molto prima.Secondo Leonardo Notarbartolo, il Lupin italiano e autore del “colpo del secolo” (un clamoroso furto di diamanti al caveau del Diamond Center di Anversa dal valore di 100 milioni di euro nel 2003), il furto messo a segno alla casa d'aste Sant'Agostino di Torino oggi 7 giugno presenta tutte le caratteristiche di un'azione professionale, pianificata nei dettagli.
«Quando una banda entra, individua immediatamente gli obiettivi più preziosi e riesce a uscire in pochi minuti, significa che qualcuno aveva già studiato la struttura, gli accessi, i sistemi di sicurezza e probabilmente anche la collocazione dei beni da rubare», spiega l'esperto. Il tempo di permanenza all'interno della sede è infatti uno degli elementi più significativi. Quattro minuti sono un intervallo compatibile con una squadra che sa esattamente dove andare e cosa prendere, riducendo al minimo il rischio di essere intercettata dalle forze dell'ordine. «Non si tratta di ladri occasionali. In questi casi il sopralluogo è la vera fase operativa del colpo. L'azione finale è soltanto l'esecuzione di un piano già definito».











