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Alberto Giulini

In corso Tassoni nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Rubati preziosi che sarebbero stati messi all'asta, tra cui un anello con uno smeraldo colombiano di quasi 4 carati. I ladri, a volto coperto e armati di mazze e flessibile, ripresi dalle telecamere

Quattro minuti sono stati sufficienti per mettere a segno un colpo da un milione di euro. Un gruppo di ladri, nel cuore della notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno, ha svaligiato la sede della casa d’aste Sant’Agostino di Torino, in corso Tassoni. Il furto, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, è avvenuto intorno alle 4.20. Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri, al lavoro per individuare i responsabili. Martedì 9 e mercoledì 10 giugno sarebbe stata in programma un’asta che avrebbe celebrato «l’eleganza senza tempo del gioiello d’autore e dell’alta manifattura italiana ed europea». Tra i preziosi che sarebbero stati messi all’asta figurano diamanti, smeraldi, zaffiri e rubini. Nel bottino dei ladri figura un anello con al centro uno smeraldo colombiano di quasi 4 carati, affiancato da due diamanti taglio a mezza luna, una coppia di orecchini firmati «Cantamessa», in oro bianco a forma di fiore, con pavé di diamanti taglio brillante, accanto a una scenografica spilla anni ’60 in oro giallo e bianco. Ma anche un pezzo raro del Novecento, il raffinato girocollo semirigido firmato «Bondanza», in oro giallo con elementi geometrici e linee spezzate in platino, esempio distintivo del design moderno italiano. Tra i preziosi trafugati, anche una rara tabacchiera francese in oro giallo databile al 1780-1790 circa, realizzata in epoca Luigi XV e decorata con motivi a candelabra ed elementi floreali in smalto blu, di sicura importanza collezionistica, tanto che era transitata, nel tempo, anche dalla collezione Accorsi. Oltre ai gioielli, sono stati asportati numerosi orologi vintage firmati da maison storiche che hanno scritto pagine importanti della storia dell’orologeria del Novecento, come Rolex, Vacheron, e altri esemplari di pregio, accuratamente selezionati dagli esperti della casa d’aste per qualità, rarità e stato di conservazione. «È stato scioccante vedere le immagini del furto – racconta Vanessa Carioggia, titolare della casa d’aste –. I ladri sono entrati a volto coperto, forzando i sistemi di sicurezza, e mentre suonava l’allarme in appena quattro minuti si sono diretti alla vetrine. Armati di pesanti mazze e di un flessibile hanno asportato tutto quello che riuscivano a portare via, fuggendo poi immediatamente. I carabinieri, che ringrazio, sono intervenuti a tempo record: sono arrivati già alle 4.29, ma dei ladri non c’era più traccia».