Il 29 maggio scorso il governatore Fabio Panetta ha presentato le sue Considerazioni finali alla relazione della Banca d’Italia. Qual sono stati i temi principali? Tre parole mi sono rimaste impresse: frammentazione, Ia e formazione.Frammentazione: appare in diversi contesti, ma principalmente riferita a come l’economia mondiale e il sistema di relazioni internazionali si stiano evolvendo. A livello economico, Panetta nota che «le preoccupazioni per la sicurezza economica e l’autonomia strategica spingono i governi a ridurre la dipendenza dall’estero e a proteggere i settori essenziali: obiettivi ormai imprescindibili. Ma se perseguiti attraverso una frammentazione indiscriminata, essi finirebbero per restringere i mercati, accrescere i costi, indebolire le catene produttive e ridurre gli incentivi alla cooperazione e al rispetto delle regole». Più in generale, l’ordine creato dopo la Seconda guerra mondiale si sta sgretolando. Ma, ammonisce il governatore: «La risposta non può essere la chiusura. Riaffermare il valore della cooperazione non significa ignorare la fragilità dell’assetto precedente né rinunciare alla sicurezza economica e all’autonomia strategica. Significa evitare che la frammentazione finisca per indebolire proprio ciò che si dovrebbe difendere: lavoro, sviluppo, benessere». Ia: l’intelligenza artificiale appare già nella sesta riga del documento, quando si nota che da essa è derivato un impulso importante alla crescita americana nel 2025. Ma l’analisi degli effetti dell’Ia sull’economia mondiale ricorre in tutte le parti del testo. Un’intera sezione è dedicata a questo tema e al ritardo con cui l’Europa si sta muovendo: «Cinque grandi aziende statunitensi detengono circa tre quarti della capacità di calcolo mondiale. La Cina sta rapidamente riducendo il divario, mentre l’Europa rimane in ritardo». La sezione nota anche che l’Ia ha grandi potenzialità in termini di crescita della produttività e che non si deve temere il progresso tecnologico che rende obsolete alcune professioni ma ne genera di nuove. Ma la «rivoluzione tecnologica non produrrà spontaneamente benessere condiviso: deve essere governata. Servono regole adeguate a tutelare il pluralismo, l’apertura dei mercati, la concorrenza e la dignità del lavoro; vanno condivise a livello globale».Formazione: il tema è legato a quello dello sviluppo tecnologico: «L’innovazione non riduce automaticamente le disuguaglianze; in assenza di competenze diffuse può ampliarle, premiando chi è in grado di utilizzarla e lasciando indietro chi ne resta escluso. In Italia questi rischi sono accresciuti da debolezze nella formazione e nella valorizzazione delle risorse umane». Il governatore ci ricorda purtroppo che la quota di trentenni laureati «rimane inferiore a quella delle altre principali economie», che «il rendimento dell’istruzione terziaria resta contenuto», che una «quota crescente di giovani laureati si trasferisce all’estero» e che per uscire dall’attuale situazione occorre rafforzare «il sistema di istruzione, affinché formi più persone con una preparazione elevata e capaci di interagire con l’intelligenza artificiale. Nel tempo andranno potenziate le risorse: in Italia la spesa pubblica in istruzione è oggi 1 punto di Pil inferiore alla media europea: il divario è concentrato nella spesa universitaria». Concordo. Speriamo che qualcuno lo ascolti.
Tre insegnamenti dalla relazione del governatore di Bankitalia Panetta
Frammentazione, Ia e formazione fra i temi affrontati dal numero uno di Bankitalia
Panetta avverte contro frammentazione economica e identifica ritardo europeo in IA (USA 75% calcolo) come rischi strutturali. L'Italia deve rafforzare formazione universitaria (spesa 1 PIL sotto media UE) per contrastare disuguaglianze e perdita di competitività tech.






