MANIAGO - Spider-Man vegliava su Gabriele durante l'ultimo saluto. La figura del celebre supereroe, l'Uomo Ragno, era presente ieri accanto alla bara durante l'addio al piccolo Gabriele Bonavolta. Attorno a "Scheggia", così veniva chiamato il bimbo, scomparso a soli sei anni dopo una lunga battaglia contro la malattia, ieri si sono stretti familiari, amici, scout, compagni di scuola e centinaia di persone arrivate per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio. Un'esistenza condensata in un soffio, che ha trasformato la malattia e la perdita in una monumentale lezione di attaccamento alla vita. Il vescovo Claudio Maniago, che ha sposato i genitori e battezzato il piccolo, ha celebrato la messa. Ha ricordato i momenti indimenticabili vissuti in chiesa, come il matrimonio tra Nicola e Claudia, due anime buone unite dalla passione per l'insegnamento e il battesimo di Gabriele. Sono stati una vera e propria guida per Gabriele, un po' come lo sono gli educatori montessoriani: una regia sapiente che lascia spazio al piccolo di essere il vero protagonista del proprio cammino.
IL PROFILO E Scheggia lo era. Intelligentissimo, così lo dipingono in molti, arguto, spassoso, ironico. E poi era dolce, bello e luminoso. La sua bellezza e la sua anima pura hanno battuto la "bestia", perché Gabriele resterà per sempre nella sua Maniago, come chi passa e lascia un solco indelebile di bene. Quando al momento del battesimo circa due anni fa don Claudio aveva detto al piccolo di essere forte come Spiderman (il suo supereroe preferito), lui lo corresse subito, «No, come Hulk». E lo era davvero, incredibilmente tenace. Perché quando capiti in un tunnel buio non puoi fare altro che combattere o lasciarti trascinare, e Gabriele ha scelto di lottare con i pugni stretti e il sorriso fiero. Lo ha fatto perché forti e determinati sono sempre stati mamma e papà, i nonni, gli zii, i cuginetti e i tanti amici che non lo hanno mai abbandonato, formando uno scudo umano fatto di speranza, carezze e incrollabile vicinanza. IL GRAZIE Mentre la bara in legno chiaro, sormontata dalla foto di Gabri, lasciava la chiesa nel silenzio composto di una folla oceanica, papà Nicola ha voluto ringraziare tutti, con una dignità che ha commosso i presenti, dai medici ai volontari delle associazioni, dalle maestre ai compagni di scuola. Ma il grazie più grande, sussurrato con il nodo in gola, è stato rivolto proprio a Gabri, per essere stato con loro, per avergli concesso l'onore immenso di essere suo padre. Un dono che ha generato un amore tangibile, che ieri si percepiva nell'aria, lo si sentiva tra i banchi durante la celebrazione e ha accompagnato l'ultimo viaggio verso il cimitero. Un oceano di persone si è riversato in piazza, tra cui spiccavano i gruppi scout, testimoni di quel mondo di valori in cui i genitori di Gabriele sono cresciuti e che continuano a testimoniare con nobiltà d'animo. Finita la messa, un lunghissimo, struggente applauso ha rotto il silenzio. Tutta la scena era per Gabri, che si è meritato di essere salutato come un vero eroe. Un super eroe. L'ultimo meraviglioso gesto d'amore di Gabriele, compiuto per mano dei suoi genitori, guarda già al futuro e alla speranza di altri bambini, la cassetta per la raccolta fondi devoluta a favore dell'Oncologia Pediatrica Luca, della Fondazione Le Petit Port e dell'Area Giovani del Cro di Aviano, affinché la forza di Hulk continui a combattere attraverso la ricerca.







