La Calabria si conferma tra le regioni in cui il peso della fiscalità locale grava maggiormente sui contribuenti. A lanciare l’allarme è la Uil, che in uno studio dedicato alle addizionali regionali e comunali Irpef denuncia un progressivo allontanamento dal principio della progressività fiscale, sancito dall’articolo 53 della Costituzione. Secondo il sindacato, il sistema tributario locale sta assumendo caratteristiche sempre più distanti da quelle previste dalla Carta costituzionale, finendo per colpire indistintamente cittadini con capacità contributive molto diverse.

La Calabria e il peso delle addizionali

L’analisi evidenzia come in Calabria sia applicata un’addizionale regionale Irpef fissa dell’1,73%, alla quale si somma, nella maggior parte dei territori, un’addizionale comunale dello 0,8%. La situazione riguarda i comuni delle province di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria, mentre l’unica eccezione è rappresentata da Vibo Valentia, dove l’addizionale comunale non viene applicata ai redditi imponibili fino a 7 mila euro annui e sale all’1,2% per quelli superiori a questa soglia. Per la Uil si tratta di un sistema che rischia di risultare particolarmente gravoso proprio nelle aree economicamente più fragili del Paese.