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Giuseppe Guastella

Le testimonianze: «Durante le lezioni sono stato abbracciato senza motivo: lui mi palpava il petto»

Essera bocciati alla maturità dopo aver ripetuto l’anno scolastico, per gli allievi della Teulié di Milano è un grosso problema perché, come quelli delle altre scuole militari, rischiano di essere espulsi e vedersi il futuro con le stellette compromesso irrimediabilmente. Rifiutare le avances del componente interno della commissione, che minaccia «esplicitamente ed implicitamente» che ti ostacola se non ci stai, è stato davvero molto difficile per chi zoppicava al liceo. Anche su questo avrebbe fatto leva il professore 48enne finito ai domiciliari per concussione, violenza sessuale e maltrattamenti su otto allievi della storica istituzione. «Durante le lezioni, sono stato più volte abbracciato da dietro e senza giustificato motivo» dal professore che «mi palpava il petto», ha testimoniato tre mesi fa un allievo che, stanco delle attenzioni del professore, si è rivolto al comandante militare e al preside della Teulié che hanno presentato la denuncia dalla quale è nata l’inchiesta dei carabinieri coordinati dalle pm milanesi Alessia Menegazzo e Letizia Mannella.

Il ragazzo ha detto di non aver respinto subito il prof per paura di subire «ripercussioni» scolastiche. Anche un brutto voto può essere pericoloso, come può essere utilissimo un mezzo punto in più per chi non va proprio bene. Per fare maggiore pressione, sospettano gli investigatori, avrebbe anche detto che girava voce che gli allievi della Teulié avrebbero fatto la maturità assieme a quelli del rinomato liceo Berchet di Milano con i quali si sarebbero inevitabilmente dovuti confrontare: in un caso così un aiuto del componete interno può essere prezioso. Dopo gli abbracci e i toccamenti, spesso seguiti da regalie, arrivava puntuale la richiesta di foto sessualmente esplicite. Sono fatti gravi, sostiene l’accusa, ancor più perché tutte le giovani vittime hanno subito un «gravissimo ed allarmante condizionamento ambientale» in cui il docente, che non è un soldato, per mettere in soggezione i ragazzi approfittava delle severe regole militari che «inducono gli allievi a sottostare a tutto quanto venga loro sollecitato».