Emmanuel Macron al microfono, Nikol Pashinyan alla batteria. La scena del presidente francese che canta Charles Aznavour accompagnato dal premier armeno, simboleggia più di ogni dichiarazione l'avvicinamento all'Occidente intrapreso da Erevan, già stretta alleata di Mosca. E per continuare questo percorso Pashinyan cerca il sostegno dell'elettorato nelle consultazioni parlamentari di domenica. Le prime dopo la cocente sconfitta subita per mano dell'Azerbaigian nella guerra del 2023, con la conseguente perdita dell'enclave del Nagorno Karabakh e l'afflusso in Armenia di circa 100.000 rifugiati da questa regione.
L'esibizione musicale di Macron e Pashinyan risale a un mese fa, quando Erevan ha ospitato un vertice della Comunità politica europea. Presente anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Un segnale preciso della determinazione del governo armeno di affrancarsi dall'influenza russa. Lo scorso anno il parlamento di Erevan ha approvato una legge per avviare le procedure per l'accesso all'Unione europea. Ma il presidente russo Vladimir Putin ha mostrato il suo disappunto affermando che l'Armenia dovrebbe "tenere un referendum e chiedere ai cittadini quale sia la loro scelta". "In base a ciò, anche noi prenderemmo la nostra decisione", ha aggiunto il capo del Cremlino.











