A Comiso il festival culturale “L’ingegnere di Babele” ha ufficialmente riaperto i suoi cantieri culturali, confermandosi anche per il 2026 come uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla memoria e alla rilettura contemporanea di Gesualdo Bufalino.

Promosso dalla Fondazione Gesualdo Bufalino, il festival ha preso il via venerdì sera nel Loggiato della sede di piazza delle Erbe con una partecipata serata inaugurale della sesta edizione della rassegna, quest’anno particolarmente simbolica perché legata al trentennale della scomparsa dello scrittore comisano.

A introdurre il senso dell’iniziativa è stato Giuseppe Digiacomo, presidente della Fondazione Gesualdo Bufalino che ha sottolineato come il festival nasca dall’esigenza di “tenere alto il prestigio di uno dei figli migliori che il territorio abbia avuto”, allargando lo sguardo oltre i confini locali e mettendo in dialogo Bufalino con protagonisti della cultura nazionale.

Digiacomo ha ricordato anche la vitalità dell’eredità letteraria dello scrittore, “ancora oggi tra i più citati in Italia, grazie alla sua scrittura aforistica, narrativa e poetica, capace di continuare a generare cortocircuiti creativi con i linguaggi contemporanei”.