Un investimento da quasi un milione di euro, azioni mirate lungo tutta la costa romagnola e, soprattutto, una forte alleanza che valorizza le eccellenze del territorio. Sono questi i fondamentali di Ecoadria-Restor (Restoration of Adriatic Marine Resources and Ecosystems), un progetto candidato al bando europeo Tasc-RestoreMed per il recupero degli ecosistemi costieri e la tutela delle comunità che ne dipendono. Capofila è Legacoop Emilia-Romagna, che ha costruito una partnership radicata nel territorio: a fare squadra per salvare l’Adriatico ci sono l’Università di Ferrara, Delta 2000/GALPA Costa dell’Emilia-Romagna e il Consorzio Mediterraneo. A questa rete d’eccellenza locale si affianca il know-how internazionale della fondazione spagnola Fundamar di Vigo.
L’annuncio arriva alla vigilia della Giornata Mondiale degli Oceani, che sarà domani, il cui tema “Reimagine” impone di ripensare con urgenza il rapporto con il mare. Gli oceani producono la metà dell’ossigeno vitale e sfamano tre miliardi di persone, ma subiscono la continua minaccia dell’inquinamento e del cambiamento climatico. Secondo il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), ogni giorno finisce negli ecosistemi acquatici una quantità di plastica equivalente a 2.000 camion della spazzatura. Grazie alle indagini preliminari condotte con il progetto Farclimate, i partner hanno identificato le sfide più critiche per il comparto ittico regionale, accendendo i riflettori in particolare sulla Sacca di Goro e sul Compartimento Marittimo di Rimini.







