HomeBergamoCronacaPit’sa sbarca all’Onu: la pizzeria inclusiva modello da replicareBergamo, per il locale progettato da Giovanni Nicolussi e Valentina Giacomin si spalancano le porte delle Nazioni Unite: “Così il lavoro è accessibile a persone con disabilità cognitive”Il team di Pit’sa è a New York. Preparerà pizze e presenterà il suo progettoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciBergamo – L’inclusione, qui, non è un progetto: è una pratica quotidiana. Tra i tavoli e dietro il banco si muovono ragazzi e ragazze con sindrome di Down, che accolgono e servono con gentilezza e competenza. Si chiama Pit’sa il locale, in via Pitentino, che profuma di forno e umanità, dove la pizza ha smesso di essere solo un piatto per diventare una dichiarazione d’intenti. Ora per questa piccola pizzeria, fondata da Giovanni Nicolussi e Valentina Giacomin, si spalancano le porte delle Nazioni Unite. Il progetto sarà protagonista, a New York, di una serie di eventi legati alla Conferenza mondiale sui diritti delle persone con disabilità promossa dall’Onu.

La trasferta a New York

Oggi il team di Pit’sa preparerà le proprie pizze alla St. Patrick’s Cathedral di Manhattan, in occasione di un evento che coinvolgerà rappresentanti istituzionali, imprenditori, membri delle ambasciate italiana e americana e ospiti internazionali. Mercoledì, invece, il progetto sarà presentato direttamente alle Nazioni Unite, durante una serie di eventi dedicati ai temi dell’inclusione e della valorizzazione delle persone con disabilità. Giovanni Nicolussi e i suoi ragazzi sono stati invitati dal ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, che ha invitato Pit’sa a portare nella Grande Mela la propria esperienza imprenditoriale come esempio concreto di inclusione lavorativa e innovazione sociale. Ma Pit’sa non sarà a New York soltanto per fare la pizza.