La linea del Piave è quella sotto i due euro al litro, almeno per la benzina. Andare sopra questa soglia psicologica è una prospettiva vista come il fumo negli occhi da una maggioranza di governo già impegnata in una lunghissima campagna elettorale. È in quest’ottica che, alla vigilia dei ballottaggi per le elezioni comunali, arriva il quinto taglio delle accise sui carburanti. Questa volta in versione mini, per calmierare i prezzi dopo la crisi scatenata dalla guerra di Usa e Israele all’Iran con conseguente blocco dello Stretto di Hormuz.

La nuova proroga arriva con un decreto del Mef, che allunga il taglio fino al 3 luglio ma lo riduce per il gasolio da 10 a 5 centesimi, pareggiando così quello già in vigore sulla benzina che resta inalterato. Il totale sconto sul litro, contando anche l’Iva, è di circa 6 centesimi. Per finanziarlo, la copertura di circa 150 milioni arriva dall’extragettito di maggio, il maggiore incasso dell’Iva con l’aumento del costo del petrolio.

Il nuovo taglio arriva mentre i prezzi sono scesi leggermente nel fine settimana, con quelli self service a 1,92 euro al litro per la benzina e 1,98 per il gasolio. Dati rilevati dal Mimit, che segnala anche come sulla rete autostradale i prezzi medi self service abbiano già superato i due euro (2,02 per la benzina e 2,07 per il gasolio).