Genova – Inno alla libertà. Silvio Baldini atterra a Creta con il volto sereno, fiducioso nei giovani della sua Nazionale dall’anima molto genovese. «Con la Grecia mi aspetto di vedere le cose fatte a Lussemburgo. I ragazzi devono partire tranquilli, giocando con libertà, che non vuol dire non essere presenti alla partita. Libertà che gli consenta di tirare fuori tutta la loro qualità tecnica. Sono meravigliosi». Grecia-Italia, stasera, ore 21, stadio Pankritio di Heraklion, sfida tra deluse. Vent’anni fa sarebbe stato duello tra campioni d’Europa e campioni del mondo. Ora è match tra due nazionali rimaste fuori per la terza volta di seguito dal Mondiale. L’anomalia maggiore, ovviamente, è l’Italia. In attesa del nuovo ct (favoriti Mancini e Conte) tocca ancora a Baldini, promosso ad interim dall’Under 21 e ai suoi azzurrini arricchiti da capitan Donnarumma e bomber Pio Esposito. «Sono orgoglioso e fortunato a rappresentare una Nazione 4 volte campione del mondo», dice il ct. Nazionale sperimentale, con vista al futuro. Dopo l’1-0 firmato da Esposito in Lussemburgo, si spera nel bis anche se il livello dell’avversario sale. Baldini punta sul solito 4-3-3. Out Palestra e il blucerchiato Cherubini, tornati a casa per infortunio. Potrebbe aumentare la presenza dei ragazzi scuola Genoa. In mezzo conferma per il regista genovese Lipani, ora al Sassuolo, tra Pisilli e Ndour. In attacco con Esposito e Koleosho (obiettivo di mercato genoano), c’è Ekhator favorito su Fini. Seydou (subentrato a Cherubini a Lussemburgo) è un’ala pura ma Jeff sa adattarsi sulla fascia. Per Ekhator, sarebbe l’esordio in Nazionale maggiore: a 19 anni, 6 mesi e 27 giorni supererebbe subito Fini come debuttante rossoblù più giovane nel secondo Dopoguerra. In difesa probabile chance per l’altro scuola Grifo, Ahanor, ora all’Atalanta, che può spostarsi a destra. A sinistra c’è Bartesaghi, ieri in sala stampa col ct. «Lui, come altri, è pronto per la Nazionale - l’elogio di Baldini - chi arriverà come ct sarà legato al risultato ma non deve avere l'ansia di ottenerlo, altrimenti non cambierà nulla. In Italia c'è stata un'involuzione. Non avevamo più campioni generazionali e non siamo riusciti a capire come intervenire nei settori giovanili, gestiti più per fare business che per far crescere i ragazzi. Ci ho messo la mia metodologia, nel calcio serve metodo, guardate i risultati che ottiene sempre Conte, in questo un numero uno. I calciatori si allenano due ore e mezza al giorno, la Brignone o i tennisti molto di più: pensate dove potrebbero arrivare i giocatori con l’abitudine a lavorare come fanno altrove». Il ct della Grecia Ivan Jovanovic nelle scorse settimane non pareva felice di sfidare un’Italia-baby, aveva chiesto di cambiare rivale, per un test più probante. Ieri si è però espresso così: «Non c'è delusione da parte mia, è più un discorso legato ai tifosi che volevano vedere le stelle italiane. Ma non crediamo che sarà facile per noi, l’Italia avrà giocatori nuovi ma bravi». Accanto a Jovanovic, in sala stampa, c’era il bomber del Como, Douvikas, partito in panca nel 2-2 di giovedì con la Svezia, con la star Pavlidis (Benfica) al centro dell’attacco. Nella Grecia rattristata dalla morte dell’ex Samp Marios Oikonomou, tra gli italiani ci sono pure Tsimikas, terzino della Roma ( in gol con la Svezia) e il portiere Mandas (di proprietà della Lazio, in prestito al Bournemouth). Ma oggi Douvikas, vicecapocannoniere della Serie A con 14 gol, ha chance di giocare dal 1: «Un gol a Donnarumma? Ci spero».