VastoMalata oncologica senza cure: «La mia pensione non basta: prendo 290 euro al mese»Vasto, il dramma di una paziente. La donna di 66 anni ha un carcinoma e non può permettersi le medicine che le sono state prescritte. I farmaci costano 178 euro al mese, lei ne prende 290. Interviene il sindaco Menna: «Non la lasceremo sola»Paola CalvanoVASTO. Già malata oncologica è costretta sulla sedia a rotelle e ha grossi problemi articolari. R.A., 66 anni, pensionata vastese, ha deciso però di rinunciare alle cure: i soldi della pensione non bastano per acquistare le medicine che le sono state prescritte. Quei farmaci non rientrano nella categoria dei farmaci mutuabili. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, ha deciso di inserire il caso di R.A. nei progetti del sociale per farle ottenere dei sussidi e nel frattempo chiede anche alla Regione di dare una mano alla pensionata che soffre terribilmente per i dolori lancinanti alle ossa. La storia di R.A. è una storia drammatica. Operata a Bologna per un carcinoma è comunque costretta a seguire terapie importanti. La donna però prende 290 euro di pensione e le medicine che le sono state prescritte costano 178 euro. Il marito l’aiuta come può, ma anche lui ha una pensione di 900 euro a cui deve togliere 500 euro di affitto ogni mese.La pensionata è sfinita e ha deciso di non curarsi più. «Non posso curarmi», racconta al Centro. «Ho bisogno di acido ialuronico per le infiltrazioni e non è mutuabile. La Lidocaina è introvabile. All’ospedale di Ortona ho trovato persone gentilissime e preparate ma anche loro mi hanno chiesto di portare le medicine. Il 10 giugno ho la prima seduta e a seguire il 16 e il 23, ma non posso permettermi di andare». L’acido ialuronico per infiltrazioni articolari non è mutuabile. È una sostanza naturale già presente nel corpo umano, in particolare nel liquido sinoviale delle articolazioni.Le infiltrazioni di acido ialuronico sono utilizzate per migliorare la viscosità del liquido sinoviale e proteggere la cartilagine articolare, contribuendo a ridurre il dolore e migliorare la mobilità, ma è costoso. Troppo costoso per chi ha una pensione di 290 euro. Purtroppo il problema di R.A. è comune a molti altri malati. Ci sono farmaci che non rientrano nelle coperture del sistema regionale e nazionale.«Questa donna va aiutata», afferma il sindaco Menna. «Fino a qualche tempo fa poteva contare sul rimborso affitti concesso alle categorie più povere. Ora non ha nemmeno quello. La salute però dovrebbe essere salvaguardata. Il Comune ha deciso di occuparsi del caso cercando di aiutare la signora. La speranza è che arrivino anche altri aiuti. Non è possibile restare inermi davanti a un essere umano che rinuncia alle cure perché non può permettersi di acquistare le medicine». R.A. sta vivendo giorni d'inferno e il dolore certo non l’aiuta.«Non è la malattia che mi spaventa. Ho sempre cercato di reagire. Sono stata anche a Bologna, e nel capoluogo emiliano sono stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Non ho mai ceduto al pessimismo, ma la matematica non è una opinione: quello che percepisco non mi permette di comprare quelle medicine». Leggi anche Leggi anche