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Un neonato palestinese di sette mesi è stato ucciso venerdì pomeriggio da colpi sparati da un soldato dell’Idf nelle vicinanze del Checkpoint 17 a Wadi al-Hariya a Hebron, in Cisgiordania. Il bambino era in braccio alla madre nell’auto guidata dal padre, Fahd Abdul Aziz Abu Haikal, docente all’Università di Betlemme. L’uomo ha dichiarato a Haaretz che la macchina si era fermata completamente prima che un soldato, che si trovava a circa 10 metri di distanza, sparasse il colpo fatale. «La sparatoria è avvenuta intorno alle 19,30, c'era la luce del giorno, e il soldato ha visto me, mia moglie e i bambini. Non si può dire che non si sia accorto che eravamo una famiglia», ha detto Abou Haikal.Le persone dentro l'auto erano "civili non coinvolti"

L’esercito israeliano ha dichiarato che le truppe hanno sparato contro l'auto dopo averla «percepita» accelerare verso di loro. Un’indagine preliminare ha stabilito che le persone dentro l'auto erano «civili non coinvolti», ha affermato l’Idf, aggiungendo di «esprimere profondo rammarico» e di aver aperto un’inchiesta. Abou Haikal e la moglie sono rimasti lievemente feriti, ma il neonato è stato colpito da un proiettile al viso e nonostante i soccorsi non c'è stato nulla da fare. In macchina c'erano anche il figlio undicenne della coppia e la nonna. Lo zio del bambino ha raccontato a Haaretz che la famiglia si stava recando a casa della nonna nel quartiere di Tel Rumeida a Hebron: «L'auto stava procedendo in salita quando i soldati dell’Idf hanno colto di sorpresa mio fratello. È andato nel panico e ha fermato la macchina. Un proiettile ha colpito l’auto e un secondo è penetrato nell’abitacolo», ha detto.