Viareggio, 6 giu. (askanews) – E’ l’anniversario dello sbarco in Normandia – data e simbolo che, ovviamente, piace all’ex generale – e in una sala liberty color champagne dell’hotel più iconico di Viareggio, sua città d’adozione, Roberto Vannacci celebra “lo sbarco in Futuro nazionale” di quattro deputati, provenienti da Forza Italia e dalla Lega – Davide Bergamini, Attilio Pierro, Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof – e dell’ex europarlamentare (eletto con il Carroccio nel 2019) Antonio Maria Rinaldi che, parola di Vannacci, gli ha fatto “da padre”. Quando è arrivato a Bruxelles e, nel momento di transizione tra una legislatura all’altra, non aveva ancora “un luogo dove lavorare” Rinaldi gli ha dato “la sua scrivania”, gli ha spiegato come funzionava lì e oggi entra in Futuro nazionale, convinto che ci si debbano “riprendere le chiavi di casa nostra” e che la Carta costituzionale debba “prevalere sul diritto europeo”. E’ un economista euroscettico, il programma economico di FnV sarà anche farina del suo sacco.

Futuro Nazionale non mette limiti “alla Divina Provvidenza” e alla possibilità che assuma la forma dell’arrivo, dopo i deputati, anche di senatori transfughi da altri partiti, ma, ribadisce Vannacci, “ci interessa radicarci sul territorio, la politica che arriva dal basso, stiamo lontani dalle manovre di Palazzo”. I parlamentari? “Ci cercano, ci cercano loro, non siamo noi che facciamo la questua”. Ora, comunque, è conto alla rovescia verso l’assemblea costituente a Roma del prossimo fine settimana. Ci sarà un “programma completo”, sottolinea Vannacci, perchè “non è che parliamo solo di remigrazione” e ci saranno delle sedie libere per i leader di tutti i principali partiti, a cominciare da quelli del centrodestra. “Gli terremo il posto” spiega Vannacci, che vuole “buoni rapporti”, ma non è disposto a “cedere di un millimetro per quanto riguarda le nostre linee rosse”.