L'Italia ama definirsi una superpotenza culturale. Musei, biblioteche, teatri, archivi, siti archeologici, film e libri sono il volto con cui il Paese si presenta al mondo. Eppure una domanda viene posta di rado: chi sostiene, ogni giorno, questa ricchezza di cui andiamo tanto fieri? Sono custodi, archivisti, bibliotecari, tecnici di palcoscenico, ricercatori, operatori culturali, addetti ai servizi educativi, lavoratori delle fondazioni, personale in appalto, professionisti dello spettacolo dal vivo e freelance della comunicazione e dell'editoria: figure diverse, unite dalla stessa fragilità, che venerdì 12 giugno incroceranno le braccia per lo sciopero generale della cultura.
La cultura italiana si ferma per un giorno. Perché il 12 giugno sciopera chi la tiene in piedi (di A. Marrocco)
La protesta di lavoratori di musei, biblioteche, archivi, teatri e spettacolo dal vivo. Una mobilitazione che unisce professioni diverse unite dagli stessi pro…







