Doveva essere il racconto glamour di uno degli eventi dell'anno. Si è trasformato invece in un caso mediatico e politico che ha riacceso il dibattito sull'immagine della Sicilia all'estero. A innescare la polemica è stato un articolo del quotidiano britannico The Telegraph dedicato alle celebrazioni per il matrimonio della popstar Dua Lipa e dell'attore Callum Turner tra Palermo e Bagheria. Nel titolo originale, il giornale definiva la Sicilia come un “mafia nest”, un "covo della mafia", accostando l'isola alle nozze della coppia e alle location scelte per i festeggiamenti.La formula utilizzata dal quotidiano inglese ha suscitato immediate reazioni in Sicilia. Nel giro di poche ore il titolo è stato modificato (ora è “ex covo”, ma le proteste non si sono placate. Politici, amministratori locali e associazioni hanno contestato una rappresentazione ritenuta offensiva e stereotipata, accusando il giornale di ridurre una realtà complessa e contemporanea a un'immagine legata esclusivamente alla criminalità organizzata.Il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani ha parlato di un “danno d'immagine enorme”, sottolineando come la Sicilia abbia pagato un prezzo altissimo nella lotta alla mafia e continui a essere identificata all'estero attraverso un cliché che ignora decenni di impegno civile e istituzionale. Per il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, la correzione “è un atto dovuto” che “non può certamente cancellare il danno arrecato all'immagine di Palermo e della Sicilia. Ancora una volta assistiamo al ricorso a uno stereotipo tanto abusato quanto ingiusto, che riduce una terra complessa, moderna e dinamica a una narrazione semplicistica e offensiva”.La cantante britannica e l'attore inglese hanno scelto la Sicilia per una serie di eventi privati con ospiti provenienti dal mondo dello spettacolo, della musica e della moda. Tra le location coinvolte figurano il Grand Hotel Villa Igiea di Palermo e Villa Valguarnera a Bagheria, storica dimora settecentesca affacciata sul golfo. La presenza della coppia e degli invitati ha attirato l'attenzione della stampa internazionale, trasformando per alcuni giorni il capoluogo siciliano in una delle principali mete della cronaca mondana.Parallelamente alla polemica sul titolo del Telegraph, in città si è sviluppata una contestazione legata all'impatto delle celebrazioni sulla vita quotidiana dei residenti. A promuoverla è stata l'associazione civica Apro Palermo, che ha criticato le limitazioni e le misure organizzative adottate in occasione degli eventi collegati alle nozze.Attraverso manifesti affissi nel centro storico - “La nostra piazza non è il tuo salotto”, “Palermo non è in affitto”, “Palermo non è per i ricchi” -, gli attivisti hanno denunciato quella che considerano una progressiva privatizzazione degli spazi urbani a vantaggio di eventi esclusivi e grandi operazioni legate al turismo di lusso.
"Il covo della mafia siciliana ospita le nozze dell'anno": è polemica per il titolo del Telegraph sul matrimonio di Dua Lipa a Palermo
Poi il giornale britannico corregge con "ex covo", ma il caso continua a far discutere. Schifani: "Si scusino, danno alla Sicilia enorme"










