"Sono disperato guardando al nostro governo, classe politica incapace di decidere. Sappiamo solo cambiare i nomi ai ministeri". È il ritorno di Vincenzo De Luca. Invitato da sindaco di Salerno a intervenire alla Conferenza nazionale di Unioncamere a Paestum, interviene questa mattina sui temi nazionali. Non cita Meloni, ma l'attacco alla politica e alla premier è duro. I toni sono forti e la platea applaude. A volte fa sorridere, con il solito humor un po' nero.
"Non amo la diplomazia, lo sapete", sottolinea. Dopo una serie di defezioni da quando è stato eletto sindaco di Salerno, arriva puntuale. Ascolta il dibattito e poi interviene: "Sul nucleare assistiamo a un dibattito ideologico demenziale. Dovrebbero dire agli italiani che ci vogliono dieci anni per fare una centrale nucleare e quanti soldi ci vogliono per investire. E soprattutto dove mettiamo le scorie prodotte", dice.
Parla più di tutti, prima di lui interviene Enrico Letta nel ruolo di esperto di formazione e preside di una Università a Madrid. De Luca non lo risparmia. "Ho ascoltato ministri e Enrico Letta, parlo di lui perché mi è più vicino. Belle parole, ma la realtà è un'altra. Abbiamo una classe politica di miserabili che pensa solo a come ricandidarsi in parlamento. Si sono formati da portaborse". Cita filosofi, fa ridere i partecipanti. "Trump si è formato nell'ambiente delle escort. Noi in Italia siamo particolarmente infelici, ma per i giovani è complicato ovunque. Oggi non hanno più sogni". De Luca è tornato. "Alla fine dovremo combattere, più per scelte individuali che perché siamo in un grande Paese. Facciamo fino in fondo il nostro dovere". Mezz'ora, qualche imbarazzo in sala, molti applausi. E lui senza farci caso lascia la scena.







