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Serena Palumbo

Il fondatore dell'associazione «Cuor di Pelo Rescue Bassotti» racconta com'è nata la sua dedizione alla razza. Domenica il Parco di Monza ospiterà la settima edizione della StraBassotti

Estate 2009. Sandro Nigro, allora ventottenne, fissa negli occhi i suoi familiari. Trova il coraggio che per anni aveva cercato e pronuncia poche parole. Quelle necessarie per rivelare la propria omosessualità. «Lo sentivo dentro di me fin da ragazzino, ma non lo manifestavo per paura di non essere accettato», racconta oggi, a diciassette anni da quel momento destinato a cambiargli la vita. La reazione della famiglia è immediata e dolorosa. «Sono stato cacciato di casa - ricorda -. Abbandonato perché gay». Una ferita profonda, che il tempo non ha cancellato, ma che ha trasformato in consapevolezza e sensibilità verso altre forme di esclusione. Come quelle dei tanti cani che ogni anno vengono lasciati in strada, ceduti o sequestrati.

Costretti a vivere lontano dal calore di una famiglia, come accaduto anche a lui. «So cos’è l’abbandono, per questo nel 2015 ho deciso di fondare l’associazione Cuor di Pelo Rescue Bassotti, impegnata nel recupero e nella ricollocazione di questi esemplari». Nigro si è così avvicinato al mondo degli animali. In particolare ai bassotti, cani che spesso finiscono vittime di scelte impulsive o di una scarsa conoscenza delle caratteristiche della razza. «Il bassotto è un cane piccolo soltanto nelle dimensioni», spiega. «Ha una grande forza fisica e un carattere molto determinato, che richiede una gestione attenta».