Sala gremita negli spazi della ex Manifattura Tabacchi di Cagliari per il convegno "Dal Sant'Elia al Gigi Riva. Le ragioni di una scelta di campo", promosso dal Centro Studi Aldo Moro e coordinato dal dirigente Giuseppe Cuccu. Un incontro che ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali e comunali insieme al Cagliari Calcio per fare il punto su uno dei progetti urbanistici e sportivi più attesi della Sardegna: la costruzione del nuovo stadio cittadino.
Ad aprire i lavori è stata Ombretta Ladu, consigliera comunale di Cagliari e dirigente del Centro Studi Aldo Moro, che ha inquadrato la vicenda del nuovo impianto dentro una cornice più ampia, quella del rapporto tra la città, la sua memoria collettiva e la sua identità. Il Sant'Elia e la figura di Gigi Riva, ha ricordato Ladu, hanno rappresentato per intere generazioni di sardi qualcosa di ben più profondo di una semplice storia sportiva: simboli di appartenenza, punti di riferimento emotivi e culturali condivisi da un'intera comunità.
La consigliera ha inoltre ripercorso la storia dell'impianto dal punto di vista degli investimenti pubblici: il primo Sant'Elia nacque da una scelta del Comune di Cagliari sostenuta da quasi due miliardi di lire, mentre in occasione dei Mondiali di Italia '90 furono stanziati circa 24 miliardi per adeguarlo agli standard internazionali. Un filo storico che lega il passato al progetto attuale, inserendolo in una tradizione consolidata di investimenti pubblici al servizio della crescita della città e dell'isola.






