Sant’Elia.15 luglio 2026 alle 00:50Vertice fiume sulla convenzione: il Cagliari e il Comune verso un accordo
Il dialogo riparte e, questa volta, con un cauto ma concreto ottimismo. Dopo oltre tre ore di confronto a Palazzo Bacaredda tra il Comune e il Cagliari calcio, le distanze sullo schema di convenzione del nuovo stadio sembrano essersi sensibilmente ridotte. È il presidente rossoblù Tommaso Giulini, lasciando il Municipio dopo una riunione fiume durata oltre tre ore, a restituire il clima della giornata: «Siamo ottimisti, ci siamo avvicinati su molti punti. Ora stanno lavorando i legali per sciogliere gli ultimi nodi, ci auguriamo che entro uno-due giorni il testo della convenzione sia pronto», e rispettare così la scadenza ipotizzata dall’amministrazione (il 22 o 23 luglio) per portare il consiglio la delibera sulla convenzione, diritto di superficie e dichiarazione di pubblico interesse dell’opera. «È stata una riunione molto positiva», gli fa eco l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta. «Ora cerchiamo di chiudere il cerchio il prima possibile».
La vicenda
Le parole di Giulini e Macciotta segnano un cambio di passo rispetto alle tensioni emerse nei giorni scorsi, quando alcune modifiche allo schema di convenzione introdotte dal Comune avevano suscitato più di una perplessità nella società rossoblù. Nelle scorse settimane, l’amministrazione, infatti, aveva rivisto diversi passaggi dello schema di convenzione con l’obiettivo di tutelare l’ente da possibili rischi finanziari e da eventuali criticità nella realizzazione dell’opera. Il vertice di ieri, al quale ha partecipato anche Massimo Zedda, oltre ai tecnici delle due parti, sembra però aver ridotto le distanze. «Non ci sono problemi finanziari né per il Comune né tantomeno per il proponente», cioè il Cagliari calcio. «Il tema è quello della bancabilità dell'operazione, perché in questa operazione ovviamente c'è anche una componente di debito e la convenzione deve essere redatta bene a tutela poi delle banche e degli istituti finanziari che andranno a finanziare l’opera», sottolinea Giulini.







