Nell’intervista rilasciata a ‘Quarto Grado’ Marco Poggi ha raccontato come è venuto a sapere dell’impronta 33, quella che la Procura di Pavia ha associato all’attuale indagato dell’omicidio di Garlasco Andrea Sempio. Ecco cosa c’è da sapere su questa traccia.

Marco Poggi e l’impronta 33 che la Procura di Pavia ha associato ad Andrea Sempio

Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

"Mi hanno detto che l'impronta 33 era di Andrea Sempio. Nella foto quella impronta era rossa tanto che ricordo di essere uscito da quel sit pensando che ci fosse del sangue. Poi ho capito che quel rosso non era sangue". Nella lunga intervista rilasciata a ‘Quarto Grado' Marco Poggi ha raccontato anche come è venuto a sapere di quella impronta che, 19 anni dopo l'omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ha associato ad Andrea Sempio, l'attuale indagato.

Era il 21 maggio dello scorso anno quando Andrea Sempio era stato chiamato a sottoporsi a un interrogatorio davanti ai pm a Pavia. I suoi avvocati invocarono un vizio di forma nella convocazione e l'indagato non si presentò. Nello stesso giorno vennero sentite come persone informate dei fatti Alberto Stasi (unico condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata) e Marco Poggi. Gli investigatori, prima che nello stesso giorno un'esclusiva del Tg1 svelò che la Procura aveva associato l'impronta 33 a Sempio, avevano fatto vedere a Marco Poggi durante il suo sit una foto dell'impronta 33. Il fratello di Chiara Poggi ha raccontato nella sua intervista che gliela avevano fatta vedere di colore rosso, per questo ha pensato che fosse insanguinata. Poi nelle ore successive ha capito che era solo il colore della foto, anche perché – ha precisato – se fosse insanguinata farebbe fatica a spiegarla. Perché? Tralasciando tutte le notizie fake su questa impronta, cosa si può dire con certezza? E cosa dicono le varie parti coinvolte?