Guidare un’impresa significa affrontare mille responsabilità: tasse, burocrazia, dipendenti da gestire, clienti da tenere stretti e nuovi mercati da conquistare. Ogni giorno c’è una decisione da prendere, un problema da risolvere, un’opportunità da cogliere. Anche se la macchina è piccola e ben rodata, si può fermare da un momento all’altro. O - peggio - finire fuori strada. Soprattutto in questi tempi veloci: «Trent’anni fa bastava un’intuizione per costruire qualcosa di importante. Oggi non è più sufficiente. Senza formazione non ci può essere sviluppo», ha detto l’editore Sergio Zuncheddu nel presentare la seconda stagione – al via il prossimo ottobre - di Programma US, il progetto del Gruppo L’Unione Sarda dedicato alla crescita delle imprese sarde.
Lo scenario
Il tessuto economico dell’Isola è fatto di piccole e piccolissime aziende. Per tanti motivi. «Il Pil pro capite è la metà di quello della Lombardia. E inferiore alla media italiana. Le ragioni di questo divario sono molte: in Sardegna siamo affetti da nanismo imprenditoriale, e il mercato è limitato. Ma soprattutto», ha sottolineato Zuncheddu, durante il workshop ospitato nella sede del Gruppo, «in Lombardia la classe imprenditoriale si è potuta formare in strutture d’eccellenza». Come la Sda Bocconi, che un anno fa è planata per la prima volta in Sardegna grazie alla partnership con L’Unione Sarda.










