C’è una banca che ha incontrato negli ultimi due anni 40.000 studenti italiani. Li porta a esplorare l’economia del futuro - dai fondali marini all’intelligenza artificiale - e ne ha sostenuti 830 per andare a vivere un anno intero all’estero, in una famiglia straniera, in una scuola con un’altra cultura, in una lingua diversa. Non è un programma di orientamento. È una dichiarazione strategica: il capitale umano si costruisce prima che arrivi in azienda, e chi aspetta che arrivi formato ha già perso. La scuola deve aiutare a costruire conoscenza e personalità, l’azienda deve sostenere il mondo accademico con l’esperienza e la formazione continua. Elisa Zambito Marsala guida la struttura Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo - il gruppo bancario più grande d’Italia - e dall’osservatorio Look4ward monitora i fabbisogni di competenze del sistema produttivo italiano. L’Osservatorio Delta Index l’ha incontrata per capire cosa vede davvero chi studia il mercato del lavoro dall’alto di una banca sistemica, e cosa chiedono i giovani che le aziende del territorio ancora non sanno dare loro.
Lei guida la struttura Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo. Per una banca sistemica, considerare l’education fortemente strategica è una scelta che ci piacerebbe approfondire. «Una banca sistemica ha una responsabilità nei confronti del Paese. In un contesto caratterizzato da trasformazioni sempre più rapide e costanti, sostenere la formazione e la ricerca significa investire nelle competenze dei leader di domani e quindi nel futuro dell’Italia. Il nuovo Piano d’Impresa 2026-2029 prevede azioni su più livelli, con obiettivi concreti e misurabili. Programmi di ispirazione per gli studenti, come “Build Your Future”, collaborazioni accademiche con le università e il sostegno alla ricerca con gli Osservatori, come Look4ward, l’osservatorio sull’evoluzione delle competenze».






