Patty Pravo è tornata definitivamente in auge, ma aveva mai davvero smesso di esserlo? Con settantasette anni all’anagrafe – ma da sempre e per sempre quella “ragazza del Piper” sia nell’aspetto che nello spirito – e sessant’anni esatti di carriera (nel 1966 il suo debutto ufficiale con Ragazzo triste), la cantante sta vivendo da tempo un’eterna giovinezza artistica, intensificata in particolar modo nell’ultimo periodo: dalla cover di Madonna (con la quale pari si scambi messaggi su Instagram) de La bambola alla sua partecipazione al Festival di Sanremo 2026, l’agenda della cantante è parecchio impegnata. E non ha intenzione di fermarsi.
Dopo La spada nel cuore con Little Tony nel 1970, Per una bambola nel 1984, Pigramente signora nel 1987, I giorni dell’armonia del 1995, …e dimmi che non vuoi morire del 1997, L’immenso del 2002, E io verrò un giorno là del 2009, Il vento e le rose del 2011, Cieli immensi del 2016 e Un po’ come la vita del 2019 con Briga, Pravo calcherà infatti nuovamente il palcoscenico dell’Ariston con Opera, una canzone “nata da un sogno e che parla dell’unicità di tutti noi in questo mondo – come raccontato dalla diretta interessata su RaiPlay – perché noi siamo opere d’arte uniche, tutti noi”.







