(di Cinzia Conti) Magnetica, gioiosa, con lo sguardo puntato al futuro.

Patty Pravo, 60 anni di carriera folgorante tra anticonformismo e provocazioni e centoventi milioni di dischi venduti, non è affatto doma e si prepara al suo undicesimo Sanremo e all'uscita del 29/o album con un'energia invidiabile nonostante la sua fittissima agenda di impegni pre Sanremo.

"Davvero terribile, mia cara, - ammette ridendo nell'intervista all'ANSA - ma faccio quello che mi piace e non mi annoio".

Certo il festival non le mette ansia anzi: "C'è un palcoscenico dove tutti si possono esibire, questo mi fa piacere no? Cosa c'è di meglio?". E lei che ha incantato l'Ariston non solo con una delle più belle canzoni di sempre ("Dimmi che non vuoi morire" composta da Roberto Ferri e Gaetano Curreri e scritta da Vasco Rossi) ma anche con una delle mise più indimenticabili (il vestito da gheisha firmato Versace) già ha studiato nel dettaglio i suoi look: "Ho degli abiti che sono stati fatti da Simone Folco, che mi veste ormai da tanto tempo, hanno molti splendidi ricami, quindi spero che piaceranno!".

All'Ariston arriva con Opera, brano scritto per lei da Giovanni Caccamo che dà il titolo al nuovo progetto in uscita il 6 marzo ed un messaggio potente per tutti. "Una canzone che è nata da un sogno. Siamo tutti un'opera, perché siamo degli esseri unici e meravigliosi. E per questo ho pensato visto che si chiama Opera di presentarlo nei musei di alcune delle più importanti città italiane da Milano a Napoli" spiega. Un'idea bella e originale che Patty Pravo dedica anche ai più giovani: "Vorrei far riscoprire questi luoghi di cultura a tutti ma in particolare ai ragazzi, frequentare l'arte fa solo bene". Che apprezzeranno forse anche il riferimento omerico della strofa centrale: "Cantami ancora il presente, / nella vanità, io sono Musa , colore tagliente e poi Opera, l'Opera". "Mi farebbe davvero molto piacere" dice. E sempre pensando ai giovani, lei che è stata "la ragazza del Piper" dice la sua anche su Crans Montana e su chi, in modo indecente, ha mosso accuse o critiche verso le giovani e innocenti vittime: "È una tragedia, è un mal costume per come lo stanno trattando!".