Genova – Nel capoluogo ligure l'affitto di un appartamento medio assorbe oggi il 44% dello stipendio netto mensile: è uno dei dati che emergono dall'analisi elaborata da CNA su dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate e sull'andamento delle retribuzioni tra il 2019 e il 2025. A Genova il canone medio per un alloggio di 70 metri quadrati è passato in sette anni da 690 a 910 euro al mese, mentre gli stipendi netti medi si attestano intorno ai 2.070 euro. Un andamento che, secondo CNA, evidenzia come il costo della casa stia crescendo molto più rapidamente dei redditi. Il fenomeno riguarda tutta la Liguria: alla Spezia l'affitto pesa per il 40% dello stipendio medio, a Savona per il 39% e a Imperia per il 38%. Nello stesso periodo le retribuzioni sono aumentate tra l'8 e il 10%, a fronte di rincari degli affitti che hanno raggiunto in media il 40%. “Il tema dell’abitare non rappresenta più soltanto una questione sociale ma una vera emergenza economica che rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale. Servono interventi strutturali per aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato, favorire la rigenerazione urbana e sostenere l’equilibrio tra sviluppo economico e sostenibilità sociale – afferma il presidente della CNA Liguria Gianluca Gattini - Le micro e piccole imprese segnalano crescenti difficoltà nel reperire lavoratori qualificati disposti a trasferirsi nelle grandi città. Il costo della casa sta diventando un ostacolo concreto alla mobilità professionale, all’occupazione e alla capacità di attrazione dei territori più dinamici. Un Piano casa efficace, adeguati incentivi per la riqualificazione immobiliare rappresentano gli strumenti per fornire le risposte all’emergenza. L’alternativa è avere città sempre più costose, meno accessibili e incapaci di trattenere giovani, lavoratori e competenze indispensabili alla crescita dei territori”. Milano e Firenze guidano la classifica dei rincari con un aumento del 49% rispetto al 2019: oggi per un appartamento medio servono oltre 1.800 euro al mese nel capoluogo lombardo e 1.340 a Firenze. La situazione risulta particolarmente critica nelle città universitarie e nei territori a maggiore attrattività economica e turistica, dove la domanda abitativa continua a crescere molto più rapidamente dell’offerta disponibile. Una dinamica che produce effetti diretti sul mercato del lavoro e sulla competitività dei territori. Milano vanta il primato: l’affitto medio assorbe il 73% dello stipendio netto, a Firenze il 62%. Il canone supera il 50% delle retribuzioni medie a Bologna, Venezia, Roma, Padova, Verona e Pisa.