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Luigi Ferrarella

Il 51enne indiano Aji Appukuttan si stava preparando per fuggire, non in aereo ma con qualche mezzo meno rintracciabile: per questo il pm Storari venerdì sera ha disposto il fermo

«La cura del medico in cantiere, per me bloccato da un grosso problema alla schiena, è stata una puntura, e dopo 10 minuti sono stato rimesso alla mia postazione», testimonia uno dei manovali indiani impiegati dall’americana Caddell Construction nel cantiere da 200 milioni del nuovo consolato generale degli Stati Uniti a Milano: «Ho stretto i denti, non era possibile assentarsi» perché, in caso di infortuni o malattie, il 51enne indiano Aji Appukuttan, gestore del personale nel cantiere, a suon di insulti minacciava (racconta un altro operaio) che, «se fossi rimasto a riposo per un giorno, mi avrebbe detratto due giorni di paga e mi avrebbe rispedito in India».

Addirittura, aggiunge un altro, «ad aprile 2025 ho avuto un lipoma alla schiena, il medico in cantiere mi ha prescritto una cura di 20 giorni mentre continuavo a lavorare, il dolore non passava, il medico e Aji mi hanno accompagnato in ospedale dove mi hanno asportato il lipoma. Usciti dall’ospedale, ho ripreso a lavorare malgrado dolori e febbre».