MILANO - Le biciclette elettriche non sono più solo una tendenza di mercato: sono diventate il mezzo preferito per saltare le code nel traffico cittadino e godersi le escursioni nel fine settimana, ma il loro vero limite resta la batteria.

Chi le usa quotidianamente ne conosce bene i limiti: l'autonomia che crolla con il freddo, l'usura accelerata dovuta alle ricariche rapide e una vita utile che raramente supera i 3-4 anni. A tal proposito, la californiana Ride1Up promette la svolta, con il modello Revv1 Evo, un'e-bike dal design che ricorda un ciclomotore e la cui caratteristica distintiva è l'integrazione di una batteria allo stato semi-solido, prima bici elettrica che sfrutta questa tecnologia.

Come sono fatte

Per comprendere l'innovazione, è utile capire come sono fatte le batterie a stato semi-solido. Immaginate una tradizionale batteria agli ioni di litio: al suo interno, un elettrolita liquido infiammabile permette agli ioni di muoversi tra gli elettrodi. Le batterie a stato semi-solido sostituiscono questo liquido con un gel o una miscela a basso contenuto di liquido. Questa modifica riduce significativamente il rischio di incendio e migliora la stabilità chimica, specialmente in condizioni estreme.