Secondo un'indagine dell'istituto Piepoli, citata su La Stampa, il 13 per cento degli italiani ritiene che la ricerca scientifica non allunghi la vita e il 12 considera le innovazioni mediche un business
La storia di Eleonora Bottaro continua a rappresentare uno dei casi più emblematici delle conseguenze della sfiducia nella medicina scientifica. La giovane, malata di leucemia, morì nel 2016 a soli 18 anni dopo aver rifiutato la chemioterapia seguendo le convinzioni della famiglia, legata alle teorie alternative del cosiddetto metodo Hamer. Per quella vicenda il padre, Lino Bottaro, è stato condannato a due anni di reclusione per omicidio colposo. La mamma della giovane, Rita Benini, sostenitrice delle teorie hameriane, è poi morta questo anno dopo aver sviluppato un tumore alla lingua. Secondo il metodo elaborato dal medico tedesco Ryke Geerd Hamer vi è infatti l’idea che la malattia rappresenti la manifestazione fisica di un conflitto emotivo o di un trauma irrisolto, da affrontare soprattutto sul piano psicologico piuttosto che con le cure mediche tradizionali.
Il 13 per cento degli italiani ritiene che la ricerca scientifica non allunghi la vita
Oggi La Stampa, in articolo a firma di Laura Berlinghieri, ripercorre queste storie, citando anche il lavoro del giornalista Luca Mastrantonio, autore del libro Piombo e latte, che ha raccolto le testimonianze delle vittime e dei sostenitori di queste teorie. La diffusione di queste convinzioni trova terreno fertile anche nella crescente diffidenza verso la scienza. Un’indagine dell’istituto Piepoli per la Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) evidenzia che il 13% degli italiani non ritiene che la ricerca scientifica contribuisca ad allungare la vita, mentre il 12% considera le innovazioni mediche soprattutto un grande business anziché un’opportunità per la salute. Tradotti in numeri assoluti, questi dati corrispondono a milioni di persone che guardano con sospetto alla medicina moderna e che, in misura ancora maggiore, fanno ricorso a pratiche terapeutiche non convenzionali.







